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| :: Giacomo Cabras |
"Io
sono il famoso Giacomo
Cabras" La frase
che da il titolo a questo libro è stata pronunciata dal giovane Giacomo
in uno dei suoi momenti di autostima, ma sempre ironica. Famoso questo
giovane lo è stato davvero per gli amici con cui amava divertirsi e per i
compagni con cui si allenava e giocava a pallavolo. È stato sicuramente
un campione nella vita oltre che nel gioco: nella vita perché la sua
gioia di vivere e di divertirsi in armonia contagiava tutti, adulti,
adolescenti e bambini e nel gioco perché da semplice, se pur appassionato
spettatore delle partite di pallavolo, ha ricoperto in modo fantastico il
nuovo ruolo di "libero" contribuendo più volte alla vittoria
dell'Olimpia Sant'Antioco. Il padre Tore insieme alla moglie Ornella e ai
tanti amici, agli allenatori e a molti testimoni ce ne restituisce il
ricordo in questo libro. (Salvatore Cabras)
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:: Un
libro speciale |
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Diventa un libro il
dramma di Giacomo Cabras.

Una promessa prematuramente scomparsa.
Giacomo
Cabras, il promettente atleta della Vba Olimpia Sant’Antioco,
scomparso a soli 21 anni nel novembre di due anni fa a Milano mentre era
in attesa di trapianto cardiaco, sarà ricordato in un libro....
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:: "Io
sono il famoso Giacomo
Cabras"
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| :: Articolo
da La Provincia dell'11.12.2001 |
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Sant'Antioco
e il volley piangono la scomparsa di Giacomo Cabras -
Il
giovane libero della VBA-Olimpia scomparso a 21 anni.
Il mondo
sportivo di Sant'Antioco ha perso un campione. Forse è ancora difficile
da accettare -
Era il primo nell'elenco nazionale da quando si era reso necessario
il trapianto - ricordano i parenti - purtroppo quel cuore che
avrebbe potuto salvargli la vita non è arrivato in tempo -.
L'esistenza
di Giacomo è stata all'insegna della lotta per la vita e l'amore per la
pallavolo. In 5^ elementare, a undici anni, una grave forma di leucemia
ne aveva minato il fisico. La ricerca di un donatore fu frenetica. Per
lui si mobilitò tutta la città, oltre che riporre le speranze
nell'apposito registro nazionale ed internazionale di qualcuno il cui
midollo fosse compatibile con il suo. Tutto fu inutile: nessuno tra i
parenti e tra coloro che si offrirono di donargli il midollo, risultò
compatibile. Non rimase allora che tentare una cura alternativa. Per lui
fu scelto un protocollo terapeutico tedesco. Fu dura: la mattina
chemioterapia e la sera gli allenamenti al palasport. La pallavolo,
unitamente alle medicine, furono un rimedio potente contro il male.
Giacomo vinse la sua battaglia. La leucemia rimase un ricordo, mentre la
pallavolo divenne la sua essenza di vita. L'Olimpia di Rafael Pascual e
della serie A divenne il suo amore, il suo farmaco ed il suo obiettivo.
Giacomo dopo la guarigione entrò nel vivaio dell'Olimpia che allora
veleggiava alta nei sogni dei tifosi, non solo quelli sulcitani. Vinse
tornei regionali e nazionali con le squadre minori, sino ad arrivare
alla prima squadra, nella quale quest'anno avrebbe dovuto indossare la
maglia di libero titolare. - Abbiamo inviato la sua maglia a Milano -
ricorda Pierpaolo Lai, direttore tecnico della società - per
indossarla per sempre, come lui desiderava -. La lotta per la vita
per il giovane atleta dell'Olimpia non era però ancora finita. Il
destino attendeva Giacomo ad un'altra dura prova. La leucemia gli ha
lasciato un'eredità che lo ha portato a morire a Milano, lontano dagli
amici, dai compagni di squadra e dal parquet del palasport. Le cure che
lo avevano salvato dalla leucemia gli hanno lasciato dei problemi che
l'estate scorsa si sono aggravati. A sfibrarlo è stata una
broncopolmonite che gli ha procurato complicazioni cardiache sino a
richiedere un trapianto di cuore. - Per Giacomo la malattia è stata
solo una parentesi nel suo amore per la pallavolo - ricorda il padre
Salvatore - non aveva mai perso la speranza di guarire e spesso
incoraggiava persino i medici che lo assistevano -. Così però non
è stato. Ora Giacomo vive nei ricordi di chi ha diviso con lui lo sport
che, con l'Olimpia, ha portato Sant'Antioco ai vertici nazionali della
pallavolo. - Di lui ho un bellissimo ricordo - dice Giuseppe Lai,
l'allenatore che lo sta sostituendo nel ruolo di libero - ha sempre
seguito la squadra anche in trasferta, incoraggiandoci e spronandoci
tanto -. L'avventura della pallavolo e la vita, per Giacomo, sono
però finite a Milano. E' ritornato a Sant'Antioco chiuso in una bara
bianca. Per la funzione religiosa, officiata in Basilica, e per i
funerali, gli si sono stretti intorno i genitori, la sorella, i parenti,
tutta Sant'Antioco e tutta la Sardegna sportiva che, con un ultimo
accorato applauso, hanno promesso di non scordare mai quel giovane
grande campione di pallavolo.(Tito Siddi)
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Articolo da L'Unione Sarda del
20.11.2001 |
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Muore
a 22 anni aspettando un cuore -
Giacomo
Cabras, libero dell’Olimpia di S. Antioco, aveva
sconfitto la leucemia.
Sant’Antioco. Giacomo
non ce l’ha fatta. Il sorriso e la simpatia di questa giovane promessa
della pallavolo isolana, non illumineranno più il Palasport di
Sant’Antioco. Giacomo Cabras, giovane atleta dell’Olimpia
Sant’Antioco, è morto ieri mattina nella camera sterile
dell’ospedale Niguarda di Milano. Aveva appena 22 anni. Aveva
combattuto con la leucemia e aveva vinto. Ma il cuore ne aveva risentito
in maniera irreparabile. Dai primi di ottobre era in ospedale con la
prospettiva dell’innesto di un cuore artificiale. Il suo, quello
stesso che aveva generosamente speso nel parquet del Palasport, era
ormai stanco. Occorreva un trapianto, ma Giacomo ha ceduto prima che
arrivasse. «Era il primo nell’elenco nazionale», rivelano con molta
amarezza i parenti.
Giacomo aveva diviso la sua breve esistenza tra l’amore per la
pallavolo e la lotta contro la malattia. In quinta elementare, ad undici
anni, una grave forma di leucemia ne aveva minato il fisico.
La
ricerca di un donatore di midollo era stata frenetica.
Per
lui si era mobilitata la città. Tutto inutile in quanto non era stato
possibile trovare un donatore compatibile. I genitori avevano allora
deciso di sottoporre il ragazzo ad una terapia tedesca. Giacomo era
riuscito a vincere la sua battaglia. Sconfitta la leucemia si era allora
dedicato alla sua grande passione, la pallavolo.
I
primi passi nel vivaio dell’Olimpia di Rafael Pascual e della serie
“A”, vincendo tornei regionali e nazionali con le squadre minori,
sino a quando era stato chiamato nella prima squadra: quest’anno
avrebbe dovuto indossare la maglia di “libero” titolare.
«Gli
abbiamo conservato il ruolo fino all’ultimo, speravamo che Giacomo
tornasse a saltare sotto rete con noi», racconta Giuseppe Lai,
l’allenatore dell’Olimpia. Attesa inutile. E ieri la maglia da
libero è partita per Milano: «La indosserà per il suo ultimo viaggio,
per sempre, come desiderava», dice il direttore tecnico Pierpaolo Lai.
I
genitori sono d’accordo. Il suo amore per la pallavolo è stato più
forte anche della malattia - ricorda il padre Tore - tanto che non ha
mai perso la speranza di tornare in campo e spesso ha incoraggiato
persino i medici che lo assistevano».
Per
questo la scomparsa di Giacomo Cabras lascia un grande vuoto. Nei
genitori e nei tanti amici che gli sono stati accanto nei rari momenti
felici e in quelli, più numerosi, in cui soffriva e nel mondo sportivo
che perde un grande atleta. Giacomo tornerà a Sant’Antioco giovedì
mattina, nel pomeriggio ci saranno i funerali.
(Tito Siddi)
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da L'Unione Sarda |
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del
18.06.03
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Ottobre 2002
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Diventa un libro il
dramma di Giacomo Cabras. Una promessa prematuramente scomparsa
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S.Antioco. Giacomo
Cabras, il promettente atleta della Vba Olimpia Sant’Antioco,
scomparso a soli 21 anni nel novembre di due anni fa a Milano mentre era
in attesa di trapianto cardiaco, sarà ricordato in un libro. A
scrivere la storia del giovane atleta di pallavolo sulcitano che era
riuscito a sconfiggere la leucemia, che l’aveva colpito quando era
studente alle medie, sarà Fiorenza Presbitero, Master in Pubbliche
relazioni, responsabile di uffici stampa di diverse aziende italiane e
curatrice di volumi storici e di comunicazione aziendale.
Il libro su
Giacomo farà parte della collana “Pagine di Vita” edito dalle
dizioni Biografiche di Milano. Fiorenza Presbitero nei giorni scorsi era
a Sant’Antioco,ospite dei genitori di Giacomo Cabras. Per l’occasione
ha incontrato i tecnici, dirigenti dell’Olimpia, compagni di squadra e
le infermiere e i medici dell’ospedale Microcitemico di Cagliari. L’incontro,
durante il quale la scrittrice ha raccolto le varie testimonianze è
avvenuto al palasport cittadino dove Giacomo aveva iniziato una
promettente carriera tradita dall’attesa di un cuore nuovo. Domenica
sera sulla gradinata di ingresso al palasport c’erano tutti. Luciano
Piredda, suo primo allenatore, con cui divenne campione regionale
allievi di pallavolo. Mario Della Pia coach della Vba Olimpia della
stagione 2001/2002 in cui Giacomo avrebbe dovuto esordire come libero
titolare. Giuseppe Lai che gli avrebbe dovuto passare il testimone nel
ruolo di libero. I compagni di squadra dell’Under 14 che nel 1994
vinsero il campionato regionale Under 14. Un anno fantastico per quel
manipolo di giovani atleti, di cui ancora oggi molti di loro praticano
la pallavolo, che diventarono campioni regionali. Un titolo che Giacomo
Cabras conquistò con caparbietà insieme ai suoi compagni di squadra.
Tutto questo rivivrà nel libro di Fiorenza Presbitero. Il pianto
insieme al padre Salvatore, ancora oggi dirigente della società, nel
sollevare al cielo la coppa. Una carriera sportiva che sbocciava all’insegna
dell’energia e volontà arricchita ancora dalla bellissima esperienza
dell’interregionale ad Anzio e Nettuno sino alla B1 solo sfiorata per
colpa del cuore che l’ha tradito. Tito Siddi
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