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Commento di Roby al GP del Brasile, 22 Ottobre 2006

GP del Brasile 2006:  L’ultima lezione di guida del migliore del mondo.  Thanks for All Michael!!!

 

A 12 giorni dal disastro di Suzuka il circus della F1 arriva a San Paolo del Brasile, località Interlagos sul circuito dedicato a Carlos Pace, per il 17° e ultimo appuntamento della stagione.

 La gara è sentitissima per diverse ragioni: c’è un mondiale piloti ancora in gioco, sebbene la Ferrari abbia fatto di tutto per perderlo in Giappone, anche se la sola possibilità di vincerlo prevede una serie di combinazioni talmente improbabile da renderlo poco più di un sogno, c’è un mondiale costruttori che per “La Rosse” è indubbiamente più alla portata di quello piloti ma che la Ferrari dimostrerà fin dalle qualifiche di non volerlo proprio conquistare e c’è infine l’ultima gara per il pilota più titolato della storia, anche se gente come Hakkinen è pronta a scommettere che Michael Schumacher non resisterà alla tentazione di tornare, come gia fecero altri prima di lui, peraltro con ottimi risultati.

 

 Qualifiche

 

I primi a uscire praticamente subito all’inizio della prima sessione di qualifiche sono Monteiro, Albers, Trulli, Rosberg e Webber.

Subito il portoghese commette un errore, esce di pista ed è il primo degli eliminati non riuscendo a fare nessun tempo.  In questa fase si erge Trulli in vetta, ma non durerà.

A 8’:30” dalla fine M. Schumacher esce per il giro di lancio, nel frattempo va in testa Rosberg, superato pochi secondi dopo dal compagno di squadra Webber.

 A poco meno di 6’ dal termine della sessione Schumacher termina il suo giro lanciato e si piazza autorevolmente primo con il tempo di 1’.11”.565 mentre pochi secondi dopo esce Massa per il giro di lancio.

 A 5’ dal termine è il turno delle due Renault che però non fanno meglio di 1’.11”.791 con Alonso e 1’.12”.042 con Fisichella.

 A 3’ e ½ dalla bandiera a scacchi Massa chiude il giro veloce con un gran tempo: 1’.10”.643,  circa 9/10 più veloce del suo compagno di squadra e oltre 1” meglio di tutti gli altri.  Ovviamente è prima posizione per il brasiliano.

 I “tagliati” di questa prima fase sono dunque Speed, Albers, un incredibile Coulthard (bastonato per la seconda volta consecutiva dal suo nuovo compagno Dornboos che passa alla seconda fase), Sato, Yamamoto e ovviamente il gia citato Monteiro.

 In seconda fase escono dopo 8’ i vari big, nella fattispecie escono entrambe le Renault, M. Schumacher e De la Rosa.

 Alonso è subito primo con 1’.11”.148 seguito da Fisichella con  1’.11”.461; tempo nemmeno 20 secondi e lo spagnolo è immediatamente scalzato da Schumacher che piazza un incredibile 1’.10”.313 mentre Raikkonen e Trulli sono a 2/10 da Alonso rispettivamente con 1’.11”.386  e  1’.11”.343.   A 5’ dalla chiusura di sessione esce Massa che poco dopo si porterà in seconda posizione con 1’.10”.775.

 Il livello di questa sessione è sensibilmente più alto della precedente come dimostrano i tempi calati di oltre ½ secondo e a ciò si aggiunga che finiscono fuori dalla fase finale piloti con crono dell’ordine di 1’.11”.6 che nella 3° sessione di libere del mattino sarebbe valso una terza posizione.

 Gli eliminati di questa seconda fase sono: Webber, De la Rosa, Rosberg, incredibilmente anche Button, Doornbos (che peraltro avendo cambiato motore al termine delle libere sarà arretrato di 10 posizioni e partirà ultimo) e Liuzzi.  

 

Terza ed ultima fase delle qualifiche, al solito tutti fuori in fila con le Ferrari per prime.

 A meno di metà primo giro compiuto però ecco l’ennesima tragedia affidabilistica della Ferrari di questo periodo.  La vettura di Michael comincia ad andare incredibilmente lenta, viene passato da tutti, completa il giro a una velocità da scooter 50 cc e rientra ai box, dove rimarrà per tutta la sessione. 

 Motivo del disastro: rottura della pompa della benzina, in barba al fatto di aver avuto due settimane per controllare anche i più minuti particolari.  Certa gente continua a non imparare dai propri errori!

 Per il resto la sessione finale procede come al solito coi tempi buoni fatti solo negli ultimi giri e vede Massa autorevolmente in pole con il tempo di 1’.10”.680 seguito da Raikkonen 2° a poco più di 6/10 con 1’.11”.299.

 Seguono Trulli (3°) a 29/1000 dal finlandese, Alonso (4°) a 2/10 dietro Trulli e poi nell’ordine Barrichello (5°), Fisichella (6°), R. Schumacher (7°), Heidfeld (8°), Kubica (9°) e ovviamente M. Schumacher 10° in quanto non ha partecipato alla sessione.  

  

Gara

 

Partenza con Massa che scatta subito bene, le prime 3 posizioni dietro di lui rimangono inalterate (quindi Raikkonen, seguito da Trulli e poi Alonso) ma gia dal primo giro è subito spettacolo.

M. Schumacher parte infatti arrembante e gia al termine della “Reta Oposta” attacca le due BMW di Kubica e Heidfeld, la superiorità del tedesco e della sua Ferrari è netta e infatti alla curva “Descida do Lago” li passa entrambe in traiettoria interna sullo sporco ed è 8°.

 Nello stesso giro vanno al contatto i due della Williams Rosberg e Webber, il primo esce di pista e va a picchiare sulle protezioni della esterne alla “Curva do Sol”, ma fortunatamente il giovane pilota esce illeso nonostante la vettura distrutta; il secondo percorre invece un intero giro senza l’alettone posteriore rientra ai box e si ritira mestamente.

 La brutta posizione della macchina di Rosberg e l’elevato numero di detriti impone la Safety Car che al 2° giro è gia in pista, si accodano dietro nell’ordine Massa, Raikkonen, Trulli, Alonso, Fisichella e un M. Schumacher che in un solo giro ha gia recuperato 4 posizioni.  La vettura di sicurezza sta fuori circa 5 giri per cui al 7° giro la gara ricomincia con Massa che tiene dietro alla ripartenza un arrembante Raikkonen.

 8° Giro:   Prima grande emozione della gara, alla staccata termine del rettifilo box, attacco perentorio di Schumacher su Fisichella all’interno della “S di Senna”, il romano allunga la frenata, c’è il contatto tra la paratia dell’alettone anteriore della Renault e la posteriore sinistra della Ferrari ma Schumacher passa.  Il problema sorge pochi metri dopo, infatti il pur impercettibile contatto tra i due determina al foratura del pneumatico della “Rossa”e, dopo un controllo comunque difficile della vettura che ha perso stabilità, Michael è costretto a un giro lentissimo di rientro ai box.

 Al 9° giro dunque cambio gomme e rifornimento per M. Schumacher che viene riempito di benzina fino al limite del serbatoio per poter fare un 2° stint lungo oltre metà gara; il tedesco si ributta in pista ma ha quasi 1 giro di ritardo dal primo (Massa) la cui sagoma della vettura si intravede dietro Schumacher nelle inquadrature frontali nei rettilinei.  È solo una cosa temporanea però, perchè da questo momento in poi il tedesco sarà il più veloce in pista e inizierà una rimonta che era follia solo immaginarla

 Il commento a dopo, si sappia per ora che non ritengo Fisichella del tutto innocente sulla questione.

Nel frattempo Massa continua a girare su tempi imprendibili per mentre intorno al 10° Giro le due Toyota (che erano 3° con Trulli e comunque a punti con Ralf) si ritirano contemporaneamente per un problema alla sospensione posteriore.

 I primi pit stop non causati da “incidenti” vengono effettuati al 21° Giro e rientrano Raikkonen, Fisichella e Barrichello e sono proprio questi ultimi due a dare spettacolo i corsia box con Barrichello che per poco non va al contatto con l’italiano nel vano tentativo di conservare la posizione dopo il pit.

 Nel frattempo Schumacher a pista libera ha preso a girare su tempi record e guadagna oltre 3” a giro su Monteiro che è il primo dei piloti che dovrà raggiungere e superare.

 Al Giro 24 si ferma Massa, pit stop regolare per lui che rientrerà temporaneamente 3° dietro a Button e Kubica.  La tornata successiva (25°) è proprio l’inglese a rientrare per il cambio gomme e il rifornimento, nulla da segnalare nemmeno per lui.

 Giri 26° e 27°:   Pit stop regolari rispettivamente per Alonso e Kubica con quest’ultimo che ovviamente riperde la momentanea testa della corsa guadagnata coi pit degli altri piloti, mentre l’asturiano rientra in pista davanti a Raikkonen portandosi al 2° posto.

 30° Giro:   Tentativo di sorpasso su Speed da parte di Kubica ma si arriva al contatto e la BMW del polacco riporta alcuni piccoli danni che verranno sistemati nella successiva sosta ai box.

 Nel frattempo il recupero di Michael è divenuto inarrestabile, al 33° Giro è infatti gia 11°, nei 2 giri successivi si porta 10° e al 36° Giro il ferrarista agguanta alla “Juncao” la BMW di Heidfeld, prende scia e sul traguardo, ben prima della staccata, sorpassa il connazionale e si porta in 9° posizione.

 Da segnalare anche una ulteriore perdita di posizione di Raikkonen (da 3° a 4°) ad opera di Button che alla staccata dopo il traguardo piazza un bel sorpasso al limite in frenata e sopravanza il finnico portandosi meritatamente 3°.

 41° Giro:   Ancora un bel sorpasso di M. Schumacher (nel frattempo portatosi in zona punti con l’8° posto), stavolta ai danni di Kubica all’altezza dell’ingresso della pit lane quando il curvone  ”Arquibancadas” si spiana e immette nel rettilineo box; da notare il fatto che il tedesco osa l’attacco all’interno passando tra il guard-rail che separa la corsia box dalla pista e la vettura di Kubica la cui traiettoria ideale tende a chiudere in quel punto.  Ciononostante Michael passa ed è 7°.

  Al 46° Giro rientro ai box per il secondo pit di Barrichello e alla tornata successiva (47°) rientra anche M. Schumacher dopo un secondo stint durato quasi 40 giri; rientrerà in pista 8° e nei 4 giri precedenti al pit ha fatto per 4 volte consecutive il giro più veloce fino a quel punto della corsa e non sarà l’ultimo.  Probabilmente il rientro è addirittura un po’ anticipato per via dell’usura delle gomme mentre come carburante qualche giro in più ci stava.

 Da segnalare inoltre in questo frangente l’ottima prestazione della Super Aguri di Sato che al 45° giro è 10° e gira sul piede di un buonissimo 1’.13”…

 A 22 giri dalla fine (49°) Schumacher è sugli scarichi della Honda di Barrichello e dopo l’ennesima scia presa sul curvone veloce “Arquibancadas” lo passa senza problemi proprio sulla linea del traguardo; il tedesco è ora 6°.

 Al 49° Giro è tempo di seconda sosta per Fisichella e Kubica, il giro dopo (50°) toccherà a Button e quello dopo ancora (51°) a Raikkonen; nel frattempo Michael gira ancora su tempi straordinari e piazzando ancora una volta il giro veloce.

 Giro 52:   È il turno di Massa per il rifornimento che entra, fa il pit regolare e riesce tranquillamente in testa, due giri dopo (54°) è il turno di Alonso, tutto ok anche per lui che entra ed esce senza perdere la seconda posizione.

 A 9 tornate dalla bandiera a scacchi (62°) accade una delle cose più emozionanti del GP, M. Schumacher è infatti nuovamente sugli scarichi di Fisichella, il tedesco lo attacca all’interno alla solita staccata della “S do Senna”, il romano, non pago dei danni fatti in precedenza, mostra tutta la sua mediocrità esibendosi in un lungo d’antologia, stacca diversi metri dopo il dovuto in un inutile tentativo di resistenza e finisce sull’erba della via di fuga come il peggiore dei pivellini. 

 Michael è ora 5° e Raikkonen non è tanto lontano e il duello con lui rappresenterà la fase in assoluto più bella dell’intera gara. 

 Il finlandese viene infatti raggiunto da Schumacher a quando mancano 7 giri al termine ma a 6 giri dall’arrivo, quando il ferrarista potrebbe sferrare l’attacco al termine del rettifilo box, Heidfeld perde il controllo della sua BMW-Sauber alla staccata della “S do Senna” a causa della rottura di una sospensione e picchia duro contro le protezioni al termine della via di fuga.

 

Il pilota esce senza problemi, ma la vettura è in posizione pericolosa e la direzione gara, per non far entrare una inutile Safety Car che neutralizzerebbe inutilmente la gara a pochi giri dal termine, decreta bandiera gialla fino all’uscita della “S” in attesa della rimozione del veicolo.

 Non è quindi più possibile attaccare alla staccata dopo il traguardo, occorre cercare un altro punto; ma nulla può fermare lo Schumacher di oggi e quindi al 67° Giro (5 al termine) il tedesco prova a inventarsi un attacco in un punto inatteso la curva “Mergulho”, subito prima del 2° rilevamento intermedio e della curva “Juncao” che immette nei curvoni veloci finali.

 Per poco la cosa non riesce ma Raikkonen è osso assai duro, resiste e l’attacco decisivo è rinviato ma non di molto.

 A 4 giri dall’arrivo (68° Giro) la vettura di Heidfeld è rimossa, bandiere verdi nel tratto incriminato, il duello si può riaccendere e accade quella che forse è la cosa più bella di tutta la gara, M. Schumacher dietro a Raikkonen, prede scia alla solita “Arquibancadas”, all’ultimo esce di scia, sceglie la traiettoria interna e attacca il finlandese alla staccata della “S do Senna”, Staccata al limite per entrambi, Raikkonen tiene ma Michael non molla, nessuno dei due è in traiettoria ideale e pulita (che sarebbe a metà delle traiettorie delle due vetture), i due stanno affiancati a pochissimi centimetri fino a metà della “S” quando Raikkonen non ce la fa, è costretto a mollare, si allarga per evitare comunque il rischio di contatto e Schumacher passa portandosi in 4° posizione.    

 Grandissima manovra, grande caparbietà da parte di entrambi, esemplare la correttezza dei due (il signor Fisichella Impari come ci si comporta !!!) sicuramente il più bel sorpasso dell’anno !!

 Gli altri 3 davanti sono irraggiungibili ma Schumacher regala comunque l’ultima piccola emozione piazzando al 70° Giro (il penultimo) il Giro più Veloce in assoluto di tutta la gara col tempo di 1’.12”.162 di oltre 7 decimi meglio del “fastest lap” di Massa (che così non completa l’”Hat Trick”).

 Alla bandiera a scacchi il vincitore è Felipe Massa seguito da Alonso (2°) che si conferma Campione del Mondo per la seconda volta consecutiva e infine da Button (3°) a completare il podio.

 4° è M. Schumacher la cui impresa compiuta nella gara finale di carriera (ma sarà poi vero?) è da incorniciare e oscura il risultato del suo compagno di squadra e forse anche la vittoria mondiale di Alonso; seguono poi Raikkonen (5°), Fisichella (6°), Barrichello (7°) e De la Rosa (8°).

 Menzione speciale per la Super Aguri di Takuma Sato che, contro ogni previsione, agguanta un ottimo 10° posto finale.  Un Bravo ad Aguri Suzuki, a Daniele Audetto e a tutti i loro ragazzi.

 

 

Termina così il 56° Campionato del Mondo di Formula 1 in cui Fernando Alonso conferma l’iride per il secondo anno consecutivo divenendo il più giovane bicampione del mondo della storia della massima formula.  Secondo titolo costruttori consecutivo anche per la Renault a cui bastava arrivare 3° e 5° per conquistare il titolo tra i Team.

 Mondiale combattuto fino alla penultima gara, quando un clamoroso errore tecnico della Ferrari appieda Schumacher e di fatto consegna i due mondiali allo spagnolo e alla squadra transalpina.

 Resta l’amaro in bocca per i Ferraristi che in due gare buttano letteralmente al vento la più grande rimonta (25 punti) di tutta la storia del mondiale.

 Ma si sa, in una disciplina ad altissima scientificità come la F1 chi sbaglia meno vince sempre, Renault e Alonso hanno sbagliato meno, onore al merito.

 

 

M. Schumacher:   10 e Lode:           Per la carriera, per il merito, per la grandezza di un pilota come pochissimi nella storia: 7 titoli mondiali, 91 vittorie, 68 pole position, 76 giri veloci in gara, 22 “Hat Trick” conquistati in 249 gare sono numeri che difficilmente verranno battuti e rappresentano una delle pietre miliari della storia dello sport.

 Meravigliosa conclusione di carriera per il genio capace di ripostare il mondiale a Maranello dopo 21 anni e farcelo restare per 5 di seguito; come lui Nessuno Mai!!!

 Dopo il GP del Canada sembrava tutto finito, 25 punti di distacco sembravano una montagna troppo grande da scalare; non per Lui, non per uno dei più talentuosi piloti della storia, non per il più titolato pilota della storia che alla faccia del record di titoli, di vittorie, di pole position, mette tutto se stesso in una rimonta che ha dell’incredibile e che viene portata a termine nello strepitoso GP della Cina dove aggancia Alonso in classifica mondiale e anzi lo supera in virtù di una vittoria in più. 

 In Giappone tutto sfuma per la rottura di una valvola e Interlagos diviene semplicemente una passerella trionfale ma mesta per un potenziale 8° titolo che ormai è sfuggito.

 Purtroppo il finale di stagione sembra “maledetto” e a rovinargli la gara in Brasile ci si mette prima l’ennesima gaffe tecnica della Ferrari di quest’anno (problemi alla pompa di pescaggio in qualifica) e poi, quando da 10° aveva recuperato 4 posizioni nei primi 5 giri, anche l’incompetenza di Fisichella che va al contatto causandogli una foratura che lo catapulta ultimo.

 Ma nel disastro più nero si vede ancora una volta il Campione; l’ultima gara non può e non deve essere infatti una mesta processione nelle retrovie, e dato che una foratura lo ha privato di una probabile vittoria (visti i tempi fatti poi in gara) allora Michael si regala e ci regala una delle più belle gare della sua carriera, parte arrembante sapendo che tanto non ha niente da perdere, inizia a girare su tempi impossibili per tutti gli altri, liberatosi facilmente delle squadrette minori sorpassa nell’ordine Heidfeld, Kubica e Barrichello; umilia Fisichella costringendolo all’errore nel vano tentativo di resistergli e infine sorpassa meravigliosamente Raikkonen in una manovra che sembra tanto un passaggio di consegne e con la quale fa capire che la Ferrari numero 5 il prossimo anno sarà del finlandese, ma il migliore è ancora il Maestro di Kerpen.

 Gara spettacolarissima, ultima splendida gemma in una carriera difficilmente ripetibile, gara in cui ancora una volta il tedesco mostra una “fame” senza pari recuperando sino a una 4° posizione inutile sia come palmares sia ai fini dei due campionati ma che serve solo a rendere spettacolare una corsa altrimenti noiosa dato che Massa domina, Alonso corre al risparmio per preservare il mezzo e tutti gli altri sono poco più che comparse.

 Schumacher compie più sorpassi in questa gara che nel resto del mondiale, regala quello che è probabilmente il sorpasso più bello dell’anno e la spettacolarità della condotta di corsa del tedesco in questa sua ultima apparizione arriva a oscurare sia la vittoria di Massa (a cui baderanno con dovizia di particolari esclusivamente i giornali brasiliani) e in parte anche il 2° titolo di Alonso, dimostrando ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) chi è il più forte pilota al mondo.

 La carriera di Michael si chiude dunque così, comunque da campione, comunque con una lezione di guida per tutti, ma mi piace sperare che quel finlandese che ti “bastonò” nel 98’ ti conosca molto meglio di tanti altri e abbia ragione nel ribadire più volte in questi giorni che la nostalgia prima o poi verrà, e magari così come fecero prima Lauda e poi Prost possa un giorno……

 In ogni caso per l’ennesima volta Grazie di Tutto Michael….Grazie di cuore!

 

 

Alonso   9:      Campione per la seconda volta e a conti fatti probabilmente con merito; allora c’è da chiedersi come mai prende solo 9.

 Il motivo è presto detto ed è che anche quest’anno ha vinto “alla Alonso” ovvero (come la scorsa stagione) facendo punti nella prima parte del campionato quando la vettura era superiore alla Ferrari e amministrando nella seconda quando la Renault era stata raggiunta prima e superata poi sul piano tecnico.

 Nella seconda metà della stagione l’asturiano è arrivato davanti a Schumacher solo in tre gare su nove: Giappone per la rottura del motore del tedesco, Turchia per via dell’errore strategico del muretto Ferrari e ovviamente Brasile dove però era gia tutto praticamente deciso e per gentile regalo della Ferrari e del suo compagno di squadra Fisichella. 

 Per carità lo spagnolo è un gran pilota sbaglia poco ed è velocissimo; ha però il vizio dei peggiori “ragionieri” del volante ossia non rischia un milionesimo più del dovuto, e non si tratta (come a volte lo stesso Michael ha fatto) di non rischiare perché tanto magari sorpassa ai box è proprio una scelta di vita da cui non si discosta mai nemmeno a mondiale ormai abbondantemente acquisito.    

 Prova ne sia che corre la gara in Brasile solo per dovere di presenza, non un guizzo, non un tentativo di guadagnare una posizione (quella presa a Raikkonen è merito dei suoi meccanici ai box, non suo) puntava solo ad arrivare e addirittura prima della gara ha dichiarato che se Schumacher si fosse ritrovato dietro di lui non avrebbe opposto resistenza e lo avrebbe lasciato passare.  Insomma non il massimo per uno che passa per essere il nuovo fenomeno dell’automobilismo.

 Come se non bastasse durante l’anno no si è certo comportato da sportivo, le sue dichiarazioni dopo Monza (“è tutto falso come il tour de france”) o dopo Shanghai (“Qualcuno nel team non è contento se vinco”) mostrano che il signorino non ha ancora imparato a perdere e rappresenta il prototipo del pilota lagnoso che se perde è sempre colpa degli altri; in questo degno compagno di Briatore a cui lascia altri due titoli in bacheca.

 Dovrebbe imparare un po’ di umiltà ma gia dal prossimo anno, se le cose andranno male, Dennis non gli permetterà di fare certe dichiarazioni sulla squadra e magari imparerà.

  

Massa   6.5:   Anche qui ci si potrebbe chiedere perché un voto così basso per un pilota che ha vinto 2 gare alla sua prima stagione in un top team e la risposta sta proprio nella sua prima gara vinta ossia il GP di Turchia.

 Massa quest’anno il dovere di correre per aiutare Schumacher a conquistare l’8° titolo e invece proprio a Istanbul se ne è bellamente sbattuto e non tanto per essere entrato primo al pit durante il regime di SC (li la colpa è degli ordini al muretto) ma perché ha corso come se fosse lui in lotta per il titolo, non provando minimamente a infastidire Alonso nonostante una macchina performantissima che gli avrebbe consentito di farsi avvicinare abbastanza da disturbare l’aerodinamica della vettura numero 1 senza farsi raggiungere.

 A questo va aggiunto il mancato cambio di posizione in Malesia, che in un mondiale così tirato poteva comunque pesare e che dimostra ancora che correva solo ed esclusivamente per se, e il fatto che in una seconda parte di stagione in cui la Ferrari aveva pareggiato i conti con Renault come divario tecnico, lui comunque raramente ha tolto punti ad Alonso e in alcune occasioni ha addirittura buttato al vento la sua gara con manovre quantomeno azzardate (vedi tentativo di sorpasso su Coulthard in Cina).

 Come velocità pura non è affatto male e tra i compagni avuti da Schumacher è senz’altro quello che lo ha avvicinato di più, deve però maturare ancora parecchio, deve capire che se c’è un compagno in lotta per il titolo allora il titolo ha la precedenza sulle sue ambizioni personali e in ogni caso non pare a livello di Alonso o di Raikkonen a dispetto delle dichiarazioni presuntuose che ha invece recentemente rilasciato a proposito della prossima stagione.

  

fisichella   4:  In confronto ad Alonso e Raikkonen non vale nemmeno 1/3 (per tacere di un eventuale confronto con Schumacher) e anche in un confronto con Massa probabilmente la spunterebbe il brasiliano.

 Con una vettura campione del mondo e superiore nella prima parte di stagione ottiene infatti una vittoria in Malesia (con le Ferrari fuori gioco e in inferiorità tecnica) e poi solo 4 terzi posti, per il resto punticini raggranellati qua e la ma vivacchia in una inferiorità abbastanza evidente rispetto ai top driver.

 In Brasile si rende poi colpevole del contatto su Schumacher che costa la gara al ferrarista (che però risponde alla sua maniera con una rimonta spettacolare). A mio parere il contatto è voluto, ma anche se così non fosse di sicuro non fa nulla per evitarlo al contrario di tutti gli altri sorpassati da Schumacher che, una volta accortisi che la manovra è ormai compiuta, allargano la traiettoria mentre il piota Renault la stringe.

 Insomma se non è “delitto doloso e volontario” come minimo è “delitto colposo” ma a mio parere il romano nell’accaduto è tutto fuorché innocente.

 Finisce infine umiliato quando M. Schumacher lo riagguanta dopo oltre 60 giri e lo attacca stavolta costringendolo all’errore; ma anche li se fosse un Uomo e non fisichella (in minuscolo in tutto il commento perché così merita la caratura dell’individuo) avrebbe potuto fare un gesto signorile e (se proprio non farlo passare) almeno non rendere difficile il sorpasso, invece trattandosi di fisichella tira la staccata all’inverosimile ed esce come un pivello.

 Per carità Schumacher avrebbe perso comunque e con qualsiasi piazzamento perché Alonso sarebbe comunque arrivato, ma è il gesto che conta.

 Non capisco perché sia stato confermato in Renault, ma spero per lui che il prossimo anno Kovalainen non capisca subito la vettura o si mostrerà per l’ennesima volta al mondo la pochezza di questo pilota.

  

Ferrari   7:      Media esatta tra il 10 per l’incredibile rimonta da -25 attuata durante la seconda parte della stagione e il 4 per la serie davvero enorme di vaccate strategiche e tecniche compiute durante la stagione, eccole con tanto di punteggi persi: 1 – Mancato cambio di posizione Massa-Schumacher al GP di Malesia (1 punto), 2 – Mancata adozione delle gomme Bridgestone di nuova concezione in Australia, le stesse gomme che poi si sarebbero rivelate vincenti a Imola (da 4 a 6 punti), 3 – Mancato ordine di squadra a Schumacher in Ungheria per rientrare ai box e cambiare gomme (4 punti), 4 – Mancata inversione di posizioni per l’ingresso al pit stop durante la SC nel GP di Turchia (4 punti).

 Sommando tutti questi punti persi si ottengono 1+4+4+4=13 punti, esattamente quelli in più che  Alonso ha avuto nella classifica finale del mondiale.

 Ferrari ha perso questo campionato dunque e l’ha perso con una serie di errori che la Ferrari dei tempi migliori, quella strategicamente impeccabile, non avrebbe commesso.

 Quest’anno invece si è puntato su una sorta di “operazione simpatia” e ad ammetterlo è stato lo stesso Todt quando dopo il GP di Turchia ammise candidamente che se avessero invertito le posizioni di ingresso al pit le posizioni si sarebbero attirati le critiche. Qualcuno informi monsieur Todt che lo pagano per vincere e non per essere simpatico all’opinione pubblica o ai giornalisti.

 A ciò si aggiunga la rottura del motore a Suzuka che non insegna nulla al dipartimento motori Ferrari che infatti porta un motore con un difetto anche a Interlagos pregiudicando la gara di Michael.

 Errare sarà pure umano, ma perseverare è diabolico e anzi da quest’anno Perseverare nell’errore è Ferrarista !!!

  

Renault   10:  Il team capitanato da Briatore e da Pat Symonds mostra ancora una volta che in F1 vale una sola e unica legge: “Chi sbaglia meno Vince!” e quest’anno i ragazzi di Enstone e Viry Chatillon hanno senz’altro sbagliato meno di tutti li altri in pista.

 Hanno saputo sopperire all’abolizione del TMD da parte della FIA, hanno comunque tenuto duro quando (dal GP di Turchia in poi) la Ferrari aveva ripreso il predominio tecnico ed era divenuta l’auto da battere, non hanno ripetuto errori gia fatti (dopo il motore fuso a Monza non hanno più rotto nulla), al contrario della Ferrari che non contenta della rottura di Suzuka porta in Brasile una vettura affetta da un grave difetto alla pompa di pescaggio della benzina.

 Insomma mondiale costruttori meritato, non prendono la lode solo per le farneticazioni di Briatore dopo Monza che parlava di mondiale falsato e gia assegnato, ma senza dubbio un 10 pieno è tutto per loro anche considerando che il loro budget è inferiore a quello Ferrari ma nonostante ciò gli sono davanti.

Per il resto vittoria di misura della Michelin sul fronte dei gommisti, non fosse altro perché le intermedie Bridgestone facevano proprio pena mentre per il resto sull’asciutto c’è stato equilibrio se si valuta nel corso di tutta la stagione.

 Un bel 8 a Jenson Button per la sua prima vittoria in carriera e a Kubica che col podio monzese ha dimostrato di avere la stoffa, speriamo che non si perda.

 Un 8 anche al futuro ferrarista Raikkonen che con la Mc-Laren di quest’anno ha fatto quel che ha potuto e dimostra il suo valore confrontando i suoi risultati con quelli dei suoi due compagni di squadra di quest’anno Montoya prima e Del la Rosa poi.

 Un 7 di stima a Rosberg, anche se dopo un inizio promettente ha arrancato, quest’anno ha avuto la scusante del noviziato e del fatto che nella seconda parte di stagione la Williams non aveva praticamente sviluppo, il prossimo anno dovrà far capire se lui è il promettente pilotino della prima parte di stagione o il mediocre della seconda.

 Un 5 infine a Villeneuve e Montoya sostituiti a metà stagione, la loro mediocrità non ci mancherà di sicuro.

 

 

 

 

Per quest’anno quindi finisce qui, il prossimo sarà un “anno zero” un po’ per tutti, vuoi per il monogomma Bridgestone a cui i gommati Michelin di quest’anno si dovranno adattare, vuoi per gli enormi cambiamenti nell’organigramma tecnico della Ferrari, vuoi per Raikkonen e Alonso che cambieranno squadra.  Probabilmente un mondiale interessante anche se mancherà il pilota di riferimento degli ultimi 12 anni.

 Per quanto riguarda il mondiale ci si risente a metà Marzo 2007 ma gia con le presentazioni delle vetture potrebbe scapparci qualche articolo tecnico ben prima.

 

A presto….

 

Roby C.
 

 

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