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GP del Brasile 2006:
L’ultima lezione di guida del migliore del mondo. Thanks for All
Michael!!!
A 12 giorni dal disastro di
Suzuka il circus della F1 arriva a San Paolo del Brasile, località
Interlagos sul circuito dedicato a Carlos Pace, per il 17° e ultimo
appuntamento della stagione.
La gara è sentitissima per
diverse ragioni: c’è un mondiale piloti ancora in gioco, sebbene la
Ferrari abbia fatto di tutto per perderlo in Giappone, anche se la
sola possibilità di vincerlo prevede una serie di combinazioni
talmente improbabile da renderlo poco più di un sogno, c’è un
mondiale costruttori che per “La Rosse” è indubbiamente più alla
portata di quello piloti ma che la Ferrari dimostrerà fin dalle
qualifiche di non volerlo proprio conquistare e c’è infine l’ultima
gara per il pilota più titolato della storia, anche se gente come
Hakkinen è pronta a scommettere che Michael Schumacher non resisterà
alla tentazione di tornare, come gia fecero altri prima di lui,
peraltro con ottimi risultati.
Qualifiche
I primi a uscire praticamente
subito all’inizio della prima sessione di qualifiche sono Monteiro,
Albers, Trulli, Rosberg e Webber.
Subito il portoghese commette un
errore, esce di pista ed è il primo degli eliminati non riuscendo a
fare nessun tempo. In questa fase si erge Trulli in vetta, ma non
durerà.
A 8’:30” dalla fine M. Schumacher
esce per il giro di lancio, nel frattempo va in testa Rosberg,
superato pochi secondi dopo dal compagno di squadra Webber.
A poco meno di 6’ dal termine
della sessione Schumacher termina il suo giro lanciato e si piazza
autorevolmente primo con il tempo di 1’.11”.565 mentre pochi
secondi dopo esce Massa per il giro di lancio.
A 5’ dal termine è il turno
delle due Renault che però non fanno meglio di 1’.11”.791 con
Alonso e 1’.12”.042 con Fisichella.
A 3’ e ½ dalla bandiera a
scacchi Massa chiude il giro veloce con un gran tempo: 1’.10”.643,
circa 9/10 più veloce del suo compagno di squadra e oltre 1” meglio
di tutti gli altri. Ovviamente è prima posizione per il brasiliano.
I “tagliati” di questa prima
fase sono dunque Speed, Albers, un incredibile Coulthard (bastonato
per la seconda volta consecutiva dal suo nuovo compagno Dornboos che
passa alla seconda fase), Sato, Yamamoto e ovviamente il gia citato
Monteiro.
In seconda fase escono dopo 8’ i
vari big, nella fattispecie escono entrambe le Renault, M.
Schumacher e De la Rosa.
Alonso è subito primo con
1’.11”.148 seguito da Fisichella con 1’.11”.461; tempo
nemmeno 20 secondi e lo spagnolo è immediatamente scalzato da
Schumacher che piazza un incredibile 1’.10”.313 mentre
Raikkonen e Trulli sono a 2/10 da Alonso rispettivamente con
1’.11”.386 e 1’.11”.343. A 5’ dalla chiusura di
sessione esce Massa che poco dopo si porterà in seconda posizione
con 1’.10”.775.
Il livello di questa sessione è
sensibilmente più alto della precedente come dimostrano i tempi
calati di oltre ½ secondo e a ciò si aggiunga che finiscono fuori
dalla fase finale piloti con crono dell’ordine di 1’.11”.6
che nella 3° sessione di libere del mattino sarebbe valso una terza
posizione.
Gli eliminati di questa seconda
fase sono: Webber, De la Rosa, Rosberg, incredibilmente anche
Button, Doornbos (che peraltro avendo cambiato motore al termine
delle libere sarà arretrato di 10 posizioni e partirà ultimo) e
Liuzzi.
Terza ed ultima fase delle
qualifiche, al solito tutti fuori in fila con le Ferrari per prime.
A meno di metà primo giro
compiuto però ecco l’ennesima tragedia affidabilistica della Ferrari
di questo periodo. La vettura di Michael comincia ad andare
incredibilmente lenta, viene passato da tutti, completa il giro a
una velocità da scooter 50 cc e rientra ai box, dove rimarrà per
tutta la sessione.
Motivo del disastro: rottura
della pompa della benzina, in barba al fatto di aver avuto due
settimane per controllare anche i più minuti particolari. Certa
gente continua a non imparare dai propri errori!
Per il resto la sessione finale
procede come al solito coi tempi buoni fatti solo negli ultimi giri
e vede Massa autorevolmente in pole con il tempo di 1’.10”.680
seguito da Raikkonen 2° a poco più di 6/10 con 1’.11”.299.
Seguono Trulli (3°) a 29/1000
dal finlandese, Alonso (4°) a 2/10 dietro Trulli e poi nell’ordine
Barrichello (5°), Fisichella (6°), R. Schumacher (7°), Heidfeld
(8°), Kubica (9°) e ovviamente M. Schumacher 10° in quanto non ha
partecipato alla sessione.
Gara
Partenza con Massa che scatta
subito bene, le prime 3 posizioni dietro di lui rimangono inalterate
(quindi Raikkonen, seguito da Trulli e poi Alonso) ma gia dal primo
giro è subito spettacolo.
M. Schumacher parte infatti
arrembante e gia al termine della “Reta Oposta” attacca le due BMW
di Kubica e Heidfeld, la superiorità del tedesco e della sua Ferrari
è netta e infatti alla curva “Descida do Lago” li passa entrambe in
traiettoria interna sullo sporco ed è 8°.
Nello stesso giro vanno al
contatto i due della Williams Rosberg e Webber, il primo esce di
pista e va a picchiare sulle protezioni della esterne alla “Curva do
Sol”, ma fortunatamente il giovane pilota esce illeso nonostante la
vettura distrutta; il secondo percorre invece un intero giro senza
l’alettone posteriore rientra ai box e si ritira mestamente.
La brutta posizione della
macchina di Rosberg e l’elevato numero di detriti impone la Safety
Car che al 2° giro è gia in pista, si accodano dietro nell’ordine
Massa, Raikkonen, Trulli, Alonso, Fisichella e un M. Schumacher che
in un solo giro ha gia recuperato 4 posizioni. La vettura di
sicurezza sta fuori circa 5 giri per cui al 7° giro la gara
ricomincia con Massa che tiene dietro alla ripartenza un arrembante
Raikkonen.
8° Giro: Prima grande
emozione della gara, alla staccata termine del rettifilo box,
attacco perentorio di Schumacher su Fisichella all’interno della “S
di Senna”, il romano allunga la frenata, c’è il contatto tra la
paratia dell’alettone anteriore della Renault e la posteriore
sinistra della Ferrari ma Schumacher passa. Il problema sorge pochi
metri dopo, infatti il pur impercettibile contatto tra i due
determina al foratura del pneumatico della “Rossa”e, dopo un
controllo comunque difficile della vettura che ha perso stabilità,
Michael è costretto a un giro lentissimo di rientro ai box.
Al 9° giro dunque cambio
gomme e rifornimento per M. Schumacher che viene riempito di benzina
fino al limite del serbatoio per poter fare un 2° stint lungo oltre
metà gara; il tedesco si ributta in pista ma ha quasi 1 giro di
ritardo dal primo (Massa) la cui sagoma della vettura si intravede
dietro Schumacher nelle inquadrature frontali nei rettilinei. È
solo una cosa temporanea però, perchè da questo momento in poi il
tedesco sarà il più veloce in pista e inizierà una rimonta che era
follia solo immaginarla
Il commento a dopo, si sappia
per ora che non ritengo Fisichella del tutto innocente sulla
questione.
Nel frattempo Massa continua a
girare su tempi imprendibili per mentre intorno al 10° Giro
le due Toyota (che erano 3° con Trulli e comunque a punti con Ralf)
si ritirano contemporaneamente per un problema alla sospensione
posteriore.
I primi pit stop non causati da
“incidenti” vengono effettuati al 21° Giro e rientrano
Raikkonen, Fisichella e Barrichello e sono proprio questi ultimi due
a dare spettacolo i corsia box con Barrichello che per poco non va
al contatto con l’italiano nel vano tentativo di conservare la
posizione dopo il pit.
Nel frattempo Schumacher a pista
libera ha preso a girare su tempi record e guadagna oltre 3” a giro
su Monteiro che è il primo dei piloti che dovrà raggiungere e
superare.
Al Giro 24 si ferma
Massa, pit stop regolare per lui che rientrerà temporaneamente 3°
dietro a Button e Kubica. La tornata successiva (25°) è
proprio l’inglese a rientrare per il cambio gomme e il rifornimento,
nulla da segnalare nemmeno per lui.
Giri 26° e 27°: Pit
stop regolari rispettivamente per Alonso e Kubica con quest’ultimo
che ovviamente riperde la momentanea testa della corsa guadagnata
coi pit degli altri piloti, mentre l’asturiano rientra in pista
davanti a Raikkonen portandosi al 2° posto.
30° Giro: Tentativo di
sorpasso su Speed da parte di Kubica ma si arriva al contatto e la
BMW del polacco riporta alcuni piccoli danni che verranno sistemati
nella successiva sosta ai box.
Nel frattempo il recupero di
Michael è divenuto inarrestabile, al 33° Giro è infatti gia 11°, nei
2 giri successivi si porta 10° e al 36° Giro il ferrarista
agguanta alla “Juncao” la BMW di Heidfeld, prende scia e sul
traguardo, ben prima della staccata, sorpassa il connazionale e si
porta in 9° posizione.
Da segnalare anche una ulteriore
perdita di posizione di Raikkonen (da 3° a 4°) ad opera di Button
che alla staccata dopo il traguardo piazza un bel sorpasso al limite
in frenata e sopravanza il finnico portandosi meritatamente 3°.
41° Giro: Ancora un bel
sorpasso di M. Schumacher (nel frattempo portatosi in zona punti con
l’8° posto), stavolta ai danni di Kubica all’altezza dell’ingresso
della pit lane quando il curvone ”Arquibancadas” si spiana e
immette nel rettilineo box; da notare il fatto che il tedesco osa
l’attacco all’interno passando tra il guard-rail che separa la
corsia box dalla pista e la vettura di Kubica la cui traiettoria
ideale tende a chiudere in quel punto. Ciononostante Michael passa
ed è 7°.
Al 46° Giro rientro ai
box per il secondo pit di Barrichello e alla tornata successiva (47°)
rientra anche M. Schumacher dopo un secondo stint durato quasi 40
giri; rientrerà in pista 8° e nei 4 giri precedenti al pit ha fatto
per 4 volte consecutive il giro più veloce fino a quel punto della
corsa e non sarà l’ultimo. Probabilmente il rientro è addirittura
un po’ anticipato per via dell’usura delle gomme mentre come
carburante qualche giro in più ci stava.
Da segnalare inoltre in questo
frangente l’ottima prestazione della Super Aguri di Sato che al 45°
giro è 10° e gira sul piede di un buonissimo 1’.13”…
A 22 giri dalla fine (49°)
Schumacher è sugli scarichi della Honda di Barrichello e dopo
l’ennesima scia presa sul curvone veloce “Arquibancadas” lo passa
senza problemi proprio sulla linea del traguardo; il tedesco è ora
6°.
Al 49° Giro è tempo di
seconda sosta per Fisichella e Kubica, il giro dopo (50°)
toccherà a Button e quello dopo ancora (51°) a Raikkonen; nel
frattempo Michael gira ancora su tempi straordinari e piazzando
ancora una volta il giro veloce.
Giro 52: È il turno di
Massa per il rifornimento che entra, fa il pit regolare e riesce
tranquillamente in testa, due giri dopo (54°) è il turno di
Alonso, tutto ok anche per lui che entra ed esce senza perdere la
seconda posizione.
A 9 tornate dalla bandiera a
scacchi (62°) accade una delle cose più emozionanti del GP, M.
Schumacher è infatti nuovamente sugli scarichi di Fisichella, il
tedesco lo attacca all’interno alla solita staccata della “S do
Senna”, il romano, non pago dei danni fatti in precedenza, mostra
tutta la sua mediocrità esibendosi in un lungo d’antologia, stacca
diversi metri dopo il dovuto in un inutile tentativo di resistenza e
finisce sull’erba della via di fuga come il peggiore dei pivellini.
Michael è ora 5° e Raikkonen non
è tanto lontano e il duello con lui rappresenterà la fase in
assoluto più bella dell’intera gara.
Il finlandese viene infatti
raggiunto da Schumacher a quando mancano 7 giri al termine ma a 6
giri dall’arrivo, quando il ferrarista potrebbe sferrare
l’attacco al termine del rettifilo box, Heidfeld perde il controllo
della sua BMW-Sauber alla staccata della “S do Senna” a causa della
rottura di una sospensione e picchia duro contro le protezioni al
termine della via di fuga.
Il pilota esce senza problemi, ma
la vettura è in posizione pericolosa e la direzione gara, per non
far entrare una inutile Safety Car che neutralizzerebbe inutilmente
la gara a pochi giri dal termine, decreta bandiera gialla fino
all’uscita della “S” in attesa della rimozione del veicolo.
Non è quindi più possibile
attaccare alla staccata dopo il traguardo, occorre cercare un altro
punto; ma nulla può fermare lo Schumacher di oggi e quindi al 67°
Giro (5 al termine) il tedesco prova a inventarsi un attacco in
un punto inatteso la curva “Mergulho”, subito prima del 2°
rilevamento intermedio e della curva “Juncao” che immette nei
curvoni veloci finali.
Per poco la cosa non riesce ma
Raikkonen è osso assai duro, resiste e l’attacco decisivo è rinviato
ma non di molto.
A 4 giri dall’arrivo (68°
Giro) la vettura di Heidfeld è rimossa, bandiere verdi nel
tratto incriminato, il duello si può riaccendere e accade quella che
forse è la cosa più bella di tutta la gara, M. Schumacher dietro a
Raikkonen, prede scia alla solita “Arquibancadas”, all’ultimo esce
di scia, sceglie la traiettoria interna e attacca il finlandese alla
staccata della “S do Senna”, Staccata al limite per entrambi,
Raikkonen tiene ma Michael non molla, nessuno dei due è in
traiettoria ideale e pulita (che sarebbe a metà delle traiettorie
delle due vetture), i due stanno affiancati a pochissimi centimetri
fino a metà della “S” quando Raikkonen non ce la fa, è costretto a
mollare, si allarga per evitare comunque il rischio di contatto e
Schumacher passa portandosi in 4° posizione.
Grandissima manovra, grande
caparbietà da parte di entrambi, esemplare la correttezza dei due
(il signor Fisichella Impari come ci si comporta !!!) sicuramente il
più bel sorpasso dell’anno !!
Gli altri 3 davanti sono
irraggiungibili ma Schumacher regala comunque l’ultima piccola
emozione piazzando al 70° Giro (il penultimo) il Giro più
Veloce in assoluto di tutta la gara col tempo di 1’.12”.162
di oltre 7 decimi meglio del “fastest lap” di Massa (che così non
completa l’”Hat Trick”).
Alla bandiera a scacchi il
vincitore è Felipe Massa seguito da Alonso (2°) che si conferma
Campione del Mondo per la seconda volta consecutiva e infine da
Button (3°) a completare il podio.
4° è M. Schumacher la cui
impresa compiuta nella gara finale di carriera (ma sarà poi vero?) è
da incorniciare e oscura il risultato del suo compagno di squadra e
forse anche la vittoria mondiale di Alonso; seguono poi Raikkonen
(5°), Fisichella (6°), Barrichello (7°) e De la Rosa (8°).
Menzione speciale per la Super
Aguri di Takuma Sato che, contro ogni previsione, agguanta un ottimo
10° posto finale. Un Bravo ad Aguri Suzuki, a Daniele Audetto e a
tutti i loro ragazzi.
Termina così il 56° Campionato
del Mondo di Formula 1 in cui Fernando Alonso conferma l’iride per
il secondo anno consecutivo divenendo il più giovane bicampione del
mondo della storia della massima formula. Secondo titolo
costruttori consecutivo anche per la Renault a cui bastava arrivare
3° e 5° per conquistare il titolo tra i Team.
Mondiale combattuto fino alla
penultima gara, quando un clamoroso errore tecnico della Ferrari
appieda Schumacher e di fatto consegna i due mondiali allo spagnolo
e alla squadra transalpina.
Resta l’amaro in bocca per i
Ferraristi che in due gare buttano letteralmente al vento la più
grande rimonta (25 punti) di tutta la storia del mondiale.
Ma si sa, in una disciplina ad
altissima scientificità come la F1 chi sbaglia meno vince sempre,
Renault e Alonso hanno sbagliato meno, onore al merito.
M. Schumacher: 10 e Lode:
Per la carriera, per il merito, per la grandezza di un pilota come
pochissimi nella storia: 7 titoli mondiali, 91 vittorie, 68 pole
position, 76 giri veloci in gara, 22 “Hat Trick” conquistati in 249
gare sono numeri che difficilmente verranno battuti e rappresentano
una delle pietre miliari della storia dello sport.
Meravigliosa conclusione di
carriera per il genio capace di ripostare il mondiale a Maranello
dopo 21 anni e farcelo restare per 5 di seguito; come lui Nessuno
Mai!!!
Dopo il GP del Canada sembrava
tutto finito, 25 punti di distacco sembravano una montagna troppo
grande da scalare; non per Lui, non per uno dei più talentuosi
piloti della storia, non per il più titolato pilota della storia che
alla faccia del record di titoli, di vittorie, di pole position,
mette tutto se stesso in una rimonta che ha dell’incredibile e che
viene portata a termine nello strepitoso GP della Cina dove aggancia
Alonso in classifica mondiale e anzi lo supera in virtù di una
vittoria in più.
In Giappone tutto sfuma per la
rottura di una valvola e Interlagos diviene semplicemente una
passerella trionfale ma mesta per un potenziale 8° titolo che ormai
è sfuggito.
Purtroppo il finale di stagione
sembra “maledetto” e a rovinargli la gara in Brasile ci si mette
prima l’ennesima gaffe tecnica della Ferrari di quest’anno (problemi
alla pompa di pescaggio in qualifica) e poi, quando da 10° aveva
recuperato 4 posizioni nei primi 5 giri, anche l’incompetenza di
Fisichella che va al contatto causandogli una foratura che lo
catapulta ultimo.
Ma nel disastro più nero si vede
ancora una volta il Campione; l’ultima gara non può e non deve
essere infatti una mesta processione nelle retrovie, e dato che una
foratura lo ha privato di una probabile vittoria (visti i tempi
fatti poi in gara) allora Michael si regala e ci regala una delle
più belle gare della sua carriera, parte arrembante sapendo che
tanto non ha niente da perdere, inizia a girare su tempi impossibili
per tutti gli altri, liberatosi facilmente delle squadrette minori
sorpassa nell’ordine Heidfeld, Kubica e Barrichello; umilia
Fisichella costringendolo all’errore nel vano tentativo di
resistergli e infine sorpassa meravigliosamente Raikkonen in una
manovra che sembra tanto un passaggio di consegne e con la quale fa
capire che la Ferrari numero 5 il prossimo anno sarà del finlandese,
ma il migliore è ancora il Maestro di Kerpen.
Gara spettacolarissima, ultima
splendida gemma in una carriera difficilmente ripetibile, gara in
cui ancora una volta il tedesco mostra una “fame” senza pari
recuperando sino a una 4° posizione inutile sia come palmares sia ai
fini dei due campionati ma che serve solo a rendere spettacolare una
corsa altrimenti noiosa dato che Massa domina, Alonso corre al
risparmio per preservare il mezzo e tutti gli altri sono poco più
che comparse.
Schumacher compie più sorpassi
in questa gara che nel resto del mondiale, regala quello che è
probabilmente il sorpasso più bello dell’anno e la spettacolarità
della condotta di corsa del tedesco in questa sua ultima apparizione
arriva a oscurare sia la vittoria di Massa (a cui baderanno con
dovizia di particolari esclusivamente i giornali brasiliani) e in
parte anche il 2° titolo di Alonso, dimostrando ancora una volta (se
ce ne fosse bisogno) chi è il più forte pilota al mondo.
La carriera di Michael si chiude
dunque così, comunque da campione, comunque con una lezione di guida
per tutti, ma mi piace sperare che quel finlandese che ti “bastonò”
nel 98’ ti conosca molto meglio di tanti altri e abbia ragione nel
ribadire più volte in questi giorni che la nostalgia prima o poi
verrà, e magari così come fecero prima Lauda e poi Prost possa un
giorno……
In ogni caso per l’ennesima
volta Grazie di Tutto Michael….Grazie di cuore!
Alonso 9: Campione
per la seconda volta e a conti fatti probabilmente con merito;
allora c’è da chiedersi come mai prende solo 9.
Il motivo è presto detto ed è
che anche quest’anno ha vinto “alla Alonso” ovvero (come la scorsa
stagione) facendo punti nella prima parte del campionato quando la
vettura era superiore alla Ferrari e amministrando nella seconda
quando la Renault era stata raggiunta prima e superata poi sul piano
tecnico.
Nella seconda metà della
stagione l’asturiano è arrivato davanti a Schumacher solo in tre
gare su nove: Giappone per la rottura del motore del tedesco,
Turchia per via dell’errore strategico del muretto Ferrari e
ovviamente Brasile dove però era gia tutto praticamente deciso e per
gentile regalo della Ferrari e del suo compagno di squadra
Fisichella.
Per carità lo spagnolo è un gran
pilota sbaglia poco ed è velocissimo; ha però il vizio dei peggiori
“ragionieri” del volante ossia non rischia un milionesimo più del
dovuto, e non si tratta (come a volte lo stesso Michael ha fatto) di
non rischiare perché tanto magari sorpassa ai box è proprio una
scelta di vita da cui non si discosta mai nemmeno a mondiale ormai
abbondantemente acquisito.
Prova ne sia che corre la gara
in Brasile solo per dovere di presenza, non un guizzo, non un
tentativo di guadagnare una posizione (quella presa a Raikkonen è
merito dei suoi meccanici ai box, non suo) puntava solo ad arrivare
e addirittura prima della gara ha dichiarato che se Schumacher si
fosse ritrovato dietro di lui non avrebbe opposto resistenza e lo
avrebbe lasciato passare. Insomma non il massimo per uno che passa
per essere il nuovo fenomeno dell’automobilismo.
Come se non bastasse durante
l’anno no si è certo comportato da sportivo, le sue dichiarazioni
dopo Monza (“è tutto falso come il tour de france”) o dopo Shanghai
(“Qualcuno nel team non è contento se vinco”) mostrano che il
signorino non ha ancora imparato a perdere e rappresenta il
prototipo del pilota lagnoso che se perde è sempre colpa degli
altri; in questo degno compagno di Briatore a cui lascia altri due
titoli in bacheca.
Dovrebbe imparare un po’ di
umiltà ma gia dal prossimo anno, se le cose andranno male, Dennis
non gli permetterà di fare certe dichiarazioni sulla squadra e
magari imparerà.
Massa 6.5: Anche qui
ci si potrebbe chiedere perché un voto così basso per un pilota che
ha vinto 2 gare alla sua prima stagione in un top team e la risposta
sta proprio nella sua prima gara vinta ossia il GP di Turchia.
Massa quest’anno il dovere di
correre per aiutare Schumacher a conquistare l’8° titolo e invece
proprio a Istanbul se ne è bellamente sbattuto e non tanto per
essere entrato primo al pit durante il regime di SC (li la colpa è
degli ordini al muretto) ma perché ha corso come se fosse lui in
lotta per il titolo, non provando minimamente a infastidire Alonso
nonostante una macchina performantissima che gli avrebbe consentito
di farsi avvicinare abbastanza da disturbare l’aerodinamica della
vettura numero 1 senza farsi raggiungere.
A questo va aggiunto il mancato
cambio di posizione in Malesia, che in un mondiale così tirato
poteva comunque pesare e che dimostra ancora che correva solo ed
esclusivamente per se, e il fatto che in una seconda parte di
stagione in cui la Ferrari aveva pareggiato i conti con Renault come
divario tecnico, lui comunque raramente ha tolto punti ad Alonso e
in alcune occasioni ha addirittura buttato al vento la sua gara con
manovre quantomeno azzardate (vedi tentativo di sorpasso su
Coulthard in Cina).
Come velocità pura non è affatto
male e tra i compagni avuti da Schumacher è senz’altro quello che lo
ha avvicinato di più, deve però maturare ancora parecchio, deve
capire che se c’è un compagno in lotta per il titolo allora il
titolo ha la precedenza sulle sue ambizioni personali e in ogni caso
non pare a livello di Alonso o di Raikkonen a dispetto delle
dichiarazioni presuntuose che ha invece recentemente rilasciato a
proposito della prossima stagione.
fisichella 4: In
confronto ad Alonso e Raikkonen non vale nemmeno 1/3 (per tacere di
un eventuale confronto con Schumacher) e anche in un confronto con
Massa probabilmente la spunterebbe il brasiliano.
Con una vettura campione del
mondo e superiore nella prima parte di stagione ottiene infatti una
vittoria in Malesia (con le Ferrari fuori gioco e in inferiorità
tecnica) e poi solo 4 terzi posti, per il resto punticini
raggranellati qua e la ma vivacchia in una inferiorità abbastanza
evidente rispetto ai top driver.
In Brasile si rende poi
colpevole del contatto su Schumacher che costa la gara al ferrarista
(che però risponde alla sua maniera con una rimonta spettacolare). A
mio parere il contatto è voluto, ma anche se così non fosse di
sicuro non fa nulla per evitarlo al contrario di tutti gli altri
sorpassati da Schumacher che, una volta accortisi che la manovra è
ormai compiuta, allargano la traiettoria mentre il piota Renault la
stringe.
Insomma se non è “delitto doloso
e volontario” come minimo è “delitto colposo” ma a mio parere il
romano nell’accaduto è tutto fuorché innocente.
Finisce infine umiliato quando
M. Schumacher lo riagguanta dopo oltre 60 giri e lo attacca stavolta
costringendolo all’errore; ma anche li se fosse un Uomo e non
fisichella (in minuscolo in tutto il commento perché così merita la
caratura dell’individuo) avrebbe potuto fare un gesto signorile e
(se proprio non farlo passare) almeno non rendere difficile il
sorpasso, invece trattandosi di fisichella tira la staccata
all’inverosimile ed esce come un pivello.
Per carità Schumacher avrebbe
perso comunque e con qualsiasi piazzamento perché Alonso sarebbe
comunque arrivato, ma è il gesto che conta.
Non capisco perché sia stato
confermato in Renault, ma spero per lui che il prossimo anno
Kovalainen non capisca subito la vettura o si mostrerà per
l’ennesima volta al mondo la pochezza di questo pilota.
Ferrari 7: Media
esatta tra il 10 per l’incredibile rimonta da -25 attuata durante la
seconda parte della stagione e il 4 per la serie davvero enorme di
vaccate strategiche e tecniche compiute durante la stagione, eccole
con tanto di punteggi persi: 1 – Mancato cambio di posizione
Massa-Schumacher al GP di Malesia (1 punto), 2 – Mancata adozione
delle gomme Bridgestone di nuova concezione in Australia, le stesse
gomme che poi si sarebbero rivelate vincenti a Imola (da 4 a 6
punti), 3 – Mancato ordine di squadra a Schumacher in Ungheria per
rientrare ai box e cambiare gomme (4 punti), 4 – Mancata inversione
di posizioni per l’ingresso al pit stop durante la SC nel GP di
Turchia (4 punti).
Sommando tutti questi punti
persi si ottengono 1+4+4+4=13 punti, esattamente quelli in più che
Alonso ha avuto nella classifica finale del mondiale.
Ferrari ha perso questo
campionato dunque e l’ha perso con una serie di errori che la
Ferrari dei tempi migliori, quella strategicamente impeccabile, non
avrebbe commesso.
Quest’anno invece si è puntato
su una sorta di “operazione simpatia” e ad ammetterlo è stato lo
stesso Todt quando dopo il GP di Turchia ammise candidamente che se
avessero invertito le posizioni di ingresso al pit le posizioni si
sarebbero attirati le critiche. Qualcuno informi monsieur Todt che
lo pagano per vincere e non per essere simpatico all’opinione
pubblica o ai giornalisti.
A ciò si aggiunga la rottura del
motore a Suzuka che non insegna nulla al dipartimento motori Ferrari
che infatti porta un motore con un difetto anche a Interlagos
pregiudicando la gara di Michael.
Errare sarà pure umano, ma
perseverare è diabolico e anzi da quest’anno Perseverare nell’errore
è Ferrarista !!!
Renault 10: Il team
capitanato da Briatore e da Pat Symonds mostra ancora una volta che
in F1 vale una sola e unica legge: “Chi sbaglia meno Vince!” e
quest’anno i ragazzi di Enstone e Viry Chatillon hanno senz’altro
sbagliato meno di tutti li altri in pista.
Hanno saputo sopperire
all’abolizione del TMD da parte della FIA, hanno comunque tenuto
duro quando (dal GP di Turchia in poi) la Ferrari aveva ripreso il
predominio tecnico ed era divenuta l’auto da battere, non hanno
ripetuto errori gia fatti (dopo il motore fuso a Monza non hanno più
rotto nulla), al contrario della Ferrari che non contenta della
rottura di Suzuka porta in Brasile una vettura affetta da un grave
difetto alla pompa di pescaggio della benzina.
Insomma mondiale costruttori
meritato, non prendono la lode solo per le farneticazioni di
Briatore dopo Monza che parlava di mondiale falsato e gia assegnato,
ma senza dubbio un 10 pieno è tutto per loro anche considerando che
il loro budget è inferiore a quello Ferrari ma nonostante ciò gli
sono davanti.
Per il resto vittoria di misura
della Michelin sul fronte dei gommisti, non fosse altro perché le
intermedie Bridgestone facevano proprio pena mentre per il resto
sull’asciutto c’è stato equilibrio se si valuta nel corso di tutta
la stagione.
Un bel 8 a Jenson Button
per la sua prima vittoria in carriera e a Kubica che col podio
monzese ha dimostrato di avere la stoffa, speriamo che non si perda.
Un 8 anche al futuro
ferrarista Raikkonen che con la Mc-Laren di quest’anno ha fatto quel
che ha potuto e dimostra il suo valore confrontando i suoi risultati
con quelli dei suoi due compagni di squadra di quest’anno Montoya
prima e Del la Rosa poi.
Un 7 di stima a Rosberg,
anche se dopo un inizio promettente ha arrancato, quest’anno ha
avuto la scusante del noviziato e del fatto che nella seconda parte
di stagione la Williams non aveva praticamente sviluppo, il prossimo
anno dovrà far capire se lui è il promettente pilotino della prima
parte di stagione o il mediocre della seconda.
Un 5 infine a Villeneuve
e Montoya sostituiti a metà stagione, la loro mediocrità non ci
mancherà di sicuro.
Per quest’anno quindi finisce
qui, il prossimo sarà un “anno zero” un po’ per tutti, vuoi per il
monogomma Bridgestone a cui i gommati Michelin di quest’anno si
dovranno adattare, vuoi per gli enormi cambiamenti nell’organigramma
tecnico della Ferrari, vuoi per Raikkonen e Alonso che cambieranno
squadra. Probabilmente un mondiale interessante anche se mancherà
il pilota di riferimento degli ultimi 12 anni.
Per quanto riguarda il mondiale
ci si risente a metà Marzo 2007 ma gia con le presentazioni delle
vetture potrebbe scapparci qualche articolo tecnico ben prima.
A presto….
Roby C.
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