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Erbe e Piante medicinali

 

 

Innumerevoli sono le erbe e le piante che si possono ancora oggi trovare nelle campagne e nei boschi attorno a Nuxis, comunemente e sapientemente utilizzate in passato per i più vari scopi terapeutici. Oggi che stanno tornando di moda i rimedi "naturali",  potrebbe essere una piacevole scoperta imparare almeno a riconoscere le essenze e le piante officinali che i nostri anziani conoscevano così bene e sapevano utilizzare nel modo più indicato, per tradizione e per diretta esperienza.

 

Erboristi non ci si improvvisa, ci vuole tanto studio ed esperienza: piante simili possono avere effetti diametralmente opposti. Per questo, proprio a Nuxis, in alcune occasioni sono stati organizzati degli interessanti corsi su questo tema.

Un testo utilissimo per chi voglia avvicinarsi al mondo delle piante officinali spontanee, relativamente alla zona di Nuxis, può essere il bel volume di Maria Paola Pinna "Santadi, Nuxis e Villaperuccio", (Aldo Trois Ed.), dove le piante sono indicate con il loro nome in Italiano, in Latino e in Sardo. 

 

Troviamo tantissime piante adoperate per preparare infusi o cataplasmi a scopo depurativo, emolliente, febbrifugo, cicatrizzante, ecc.

 

Veniamo a sapere per esempio che l'olio ricavato dalle drupe dell'alloro (Lau) serviva a difendere la pelle degli animali dalle mosche; che dalla radice dell'asfodelo (Carilloni o arbucciu o candelita) si ricavava un cataplasma contro i geloni; che la Borsa del Pastore (Palitteddas) era usata per curare piaghe e emorragie. La Cinoglossa (Lingu'e cani) serviva non solo per preparare un decotto contro la pertosse, ma anche per infusi e cataplasmi contro scottature e screpolature. Contro gli eczemi veniva tradizionalmente usata la Fumaria (Erb'e caboniscusu); con il Giuggiolo (Gigiu) si preparava uno sciroppo per la tosse che prevedeva anche fichi secchi, uva passa, orzo e miele. Il Lentischio (Moddici) veniva usato con la paglia d'orzo, per la preparazione di suffumigi contro l'orticaria da allergia (su entu Jrebinu) e il suo decotto serviva contro il mal di denti.

 

Tante piante, tanti usi...ma anche tante le cose da conoscere. La stessa pianta, usata in modi, periodi o parti differenti, poteva (e può) risultare nociva anziché benefica.

Fra le piante sicuramente nocive e pericolose vi sono: l'Anagallide (Erb'e puddas) , la Brionia (Piscialettu), la Cicuta (Feurredda), che si potrebbe confondere col prezzemolo o con un'innocente insalatina.

 

 

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