Attraverso le lamette da barba è possibile studiare come si sia
evoluta in pochi decenni la proposta pubblicitaria in Italia. Oggi alcune
immagini ci possono far sorridere, ma per la mentalità dell'epoca doveva essere
una mossa dirompente ricorrere all'immagine di qualche affascinante
"bellezza" per strappare acquirenti alla concorrenza.
In tempo di guerra ci si appellava al patriottismo , poi alla passione
sportiva e persino alla dea bendata (che avrebbe dovuto favorire il fortunato
giocatore della schedina abbinata a una determinata marca).


Certo possono sembrare approcci un tantino infantili, ma si tratta
comunque dei primi passi del moderno marketing, diventato oggi ben più
smaliziato e soffocante.

E infine c'è il fascino della "caccia al tesoro", che accomuna un
po' tutti i collezionisti, ma in modo particolare quelli appassionati di
lamette. Sono un genere di oggetto ormai passato in disuso, quindi difficile da
trovare. E poi c'è la ricerca del fantomatico "pezzo unico", quello
che si conosce solo per sentito dire, diventato quasi una leggenda.

Un tempo era relativamente facile trovarne, nei vecchi negozietti di paese o
nei cassetti del nonno pieni di cianfrusaglie. Oggi non rimane che aggirarsi
speranzosi nei mercatini della domenica, pieni di meraviglie sbeccate e
polverose, oggi rivalutate per la necessità si sfuggire all'anonima
standardizzazione industriale. Oppure ci si tuffa nella rete, nuova grande
possibilità per contattare collezionisti in tute le parti del mondo e ritrovare
magari il magico pezzo raro, sparito dalla circolazione e finito (chissà perchè)
oltre oceano.

Serafino
Pisanu
