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Tartufo della sabbia |
Terfezia arenaria |
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| Etimologia |
(lat.) "arenàrius" = della sabbia |
Valore commestibile: Commestibile |
(Moris) Trappe |
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| Sinonimi & altri nomi |
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Curiosità: Il nome con cui è conosciuta in lingua sarda è"Tuvara de arena", cioè "tartufo della sabbia". Si tratta di un fungo ipogeo (cioè che cresce sottoterra, come tutti i tartufi) edule, conosciuto sin dall'antichità, e ricercatissimo in Sardegna, specie nell'Oristanese. Cresce fra le dune, nella sabbia, ed è sempre in rapporto con arbusti del genere Helianthemum. (H.guttatum, H.guttatum var. plantagineum) Osservazioni: Essendo tipico dei luoghi caldo-aridi, è diffuso e commercializzato in tutto il bacino del Mediterraneo, particolarmente nel Medio Oriente. In alcune zone è possibile trovarlo tutto l'anno. I ricercatori sardi usano distinguerlo dalle specie simili soprattutto in base al colore del peridio. |
Funghi simili: Alcuni tipi di Terfezie che potrebbero essere scambiati con la Terfezia arenaria sono: la Terfezia claveryi, commestibile, che cresce in rapporto micorrizico con l'Helianthemum aegyptiacum, su sabbie o pinete vicine al mare. Si distingue per le spore, completamente reticolate, e per il colore esteriore, che è bianco-ocra o marrone-rossastro. Un altra Terfezia simile è la Terfezia leptoderma (o Tuvara leporina), che è sempre un fungo ipogeo dell'area mediterranea ed è molto ricercato in Sardegna, specie nell'Oristanese. Cresce presso cespugli di Helianthemum e Cisto, ha spore spinose che la rendono distinguibile dalle altre specie, ed è di colore inizialmente ocra e poi rossiccio, marroncino.
Carne:molle, bianca, poi rosata con l'età.
Odore e sapore: Odore tenue, leggero. Sapore gradevole.
Spore: Aschi grandi e globosi, arrotondati, ellittici, generalmente con otto spore di colore ocra, globose, verrucose. Dimensioni: 18-20 x 24-28 micron. |
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Carpoforo |
Emisferico
o globoso o piriforme. 3-12 cm di diametro, con superficie irregolare,
anche bitorzoluta. Simile ad un tubero, o ad un tertufo, è ricoperto
alla base da una specie di reticolo di micelio, che termina in una
grossa "rizomorfa". La superficie del peridio è inizialmente
liscia, poi screpolata. Il colore è biancastro-crema, poi diventa
rosaceo e infine nerastro, bruno.
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Habitat: Cresce su terreno alluvionale, sabbioso, in simbiosi con arbusti del genere Helianthemum o Cisto. Può crescere anche nelle foreste di pini e cedri di aree montuose dell'Europa meridionale o dell'Africa settentrionale, vicine al Mediterraneo. Periodo: Primavera. In alcune zone, è presente anche d'estate o addirittura tutto l'anno. Possibilità gastronomiche: Si tratta di un fungo commestibile, apprezzato e usato tradizionalmente specie in Sardegna, dove risulta reperibile e tipico di alcune zone costiere. Molto usato anche in Arabia e nel Medio Oriente. |
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Gleba |
Internamente, la gleba (cioè il corpo fruttifero) è tutto percorso da venature che formano concamerazioni contenenti l'imenio. Inizialmente bianca, nel fungo maturo la parte fertile diventa di un caratteristico colore rosato, poi vinoso. | Caratteri distintivi: Si tratta di un ascomicete ipogeo, cioè un tubero simile ad un tartufo, che ama crescere nei terreni sabbiosi, sempre in stretto rapporto micorrizico con cespugli ed arbusti del genere Helianthemum. In Italia è presente e caratteristico dell'Oristanese, in Sardegna. |
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