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Porcino nero

Boletus aereus

Etimologia

(lat.) "aereus", simile al bronzo, per le sfumature del cappello nerastro

Valore commestibile:  Eccellente

(Bulliard, ex Fries)

Sinonimi & altri nomi
  • Tubiporus aereus

  • (italiano) Porcino nero Boleto bronzeo, Bronzino, Boleto a testa nera, Ceppatello

  • (francese) Cèpe bronzé, Tête de nègre

  • (tedesco) Bronzepilz, Schwarzhütiger Steinpilz

Curiosità: Nomi dialettali usati nelle diverse regioni italiane...Veneto: Carpanòte, Brisa mora; Lombardia: Fereé negher; Emilia: Ciupadell, Purzèin, Cuzzàel; Toscana: Leccino; Trentino: Brisa mora; Sardegna: Bulé (nuorese). In Sardegna viene chiamato anche "Porcino reale"

Osservazioni: E' ritenuto migliore del B. edulis per via della sua carne più soda e consistente. Si può considerare il porcino più noto, apprezzato e diffuso specie nell'Italia centro-meridionale, dove è molto abbondante. In Sardegna oggi è molto conosciuto, mentre fino a pochi decenni indietro era ancora poco ricercato, perchè facilmente deperibile. 

Boletus aereus - Illustr. di Iri Pau

Carne: Molto soda, bianca, non colorata sotto la cuticola del cappello, non varia se tagliata ed ha le stesse caratteristiche del B.edulis.

Odore e sapore: Gradevoli, ottimi, tipici "da fungo". Seccando, il profumo diventa più intenso ed aromatico.

Porcino nero - Illustr. di Iri Pau

Caratteri distintivi: Caratteristico per il suo bel cappello vellutato e molto scuro. In Sardegna capita di trovarne, dopo 1- 2 settimane dalle prime piogge autunnali, qualche esemplare di dimensioni anche eccezionali (fino a 30 cm di diam. del cappello e 2 kg. di peso).

Cappello

Dai 6 ai 20-30 cm, molto sodo e  carnoso, prima emisferico, poi convesso, quindi appianato. Cuticola asciutta, finemente vellutata, non viscida come nel B.edulis, staccabile a piccoli lembi. Tipico colore scuro, specie da giovane: può variare da bruno-dattero a marrone-tabacco scuro, bruno-nerastro, bruno-rugginoso o seppia.  Spesso con chiazze più chiare, giallo-ocra, specie al vcentro, oppure con vaste zone irregolari più scure rispetto al fondo. Orlo lobato, a volte color rossiccio-scuro, fessurato, mostrante una superficie ruvida o appena vellutata, infine liscia. Habitat: In Sardegna è frequente, anche in modo notevole,  nelle sugherete della Gallura, nei boschi dell'Iglesiente e del Cagliaritano, nei sottoboschi cespugliati a cisto. Si trova sotto le latifoglie (leccio, castagno), in simbiosi con quercia e sughera, in radure aperte e soleggiate, in zone coperte da macchia mediterranea (corbezzolo, erica). Ama i terreni silicei, aperti, soleggiati. E' molto diffuso nell'Italia centro-meridionale, specie in Calabria, raro al nord e poco comune nell'Europa meridionale. Abbondante in Jugoslavia.

Periodo: Stagione calda, anche estate: da maggio ad ottobre. In Sardegna lo si può raccogliere 15-20 giorni dopo i primi acquazzoni autunnali. A sud si può trovare fino ad autunno inoltrato.

Utilizzi particolari: fresco***, sott'olio o aceto***, secco***

Tubuli

Fini, semplici, prima corti poi più lunghi, uncinati, quasi liberi. Bianchi o crema, giallognoli o color zolfo, diventano infine olivastri, verdastri. Gambo:h 8-18 cm., diam. 4-8 cm. Duro, sodo, massiccio, passa da obeso a cilindrico allungato. Brunastro o dello stesso colore del cappello, ma in tono più chiaro, coperto da fitto reticolo a piccole venature limitato al terzo superiore del gambo. All'inizio color camoscio pallido o dello stesso colore del fondo, il reticolo diventa in seguito più scuro della tinta di base..

spore

Pori

Piccoli, tondi, fitti, della stessa tinta dei tubuli, diventano color vinaceo pallido se toccati o sfregati. Invecchiando, passano ad un color ruggine.

 

Spore: Da bruno ad oliva carico, anche color tabacco,in massa. Forma a fuso, lisce, 12-18 x 4-6 m.