|
|
Chiodino |
Armillariella mellea |
|||
| Etimologia |
(lat.) "melleus", cioè color del miele |
Valore commestibile: Buono (commestibile da cotto, non se è rimasto troppo tempo al gelo) |
(Vahl. ex Fries; Ricken; Kummer; Karsten; Fries ex Vahl) |
||
| Sinonimi & altri nomi |
|
Curiosità: Nomi dialettali usati nelle diverse regioni italiane...Liguria: Funzo de l'anello; Piemonte: Gobbarin, Famiole, Zucairole; Veneto: Fonghi del morar, Ciodèti de morer, Ciodèti con l'anèlo; Lombardia: Func murun, Ciodei, Ciuditt, Founs de la sòca, Gabbareu; Emilia: Ciuldàun, Ragagn, Quarzùl, Budlèin; Toscana: Famigliola buona; Campania: Chiovatelli; Calabria: Chiodetti. Utilizzi particolari: fresco***, sott'olio o aceto***, secco -. Possibilità gastronomiche: Sono un eccellente condimento, in bianco o al sugo, soprattutto per la polenta. Il gelo lo rende tossico o almeno poco digeribile, quindi è consigliabile consumare solo i cappelli di esemplari giovani di buona qualità, ed eventualmente eseguire comunque una prebollitura degli esemplari più grossi, gettando via l'acqua della prima bollitura. Una volta cotti, diventano più scuri. |
Caratteri distintivi: La caratteristica di questo fungo è di crescere vicino ai ceppi tagliati. I funghi sono raggruppati e attaccati gli uni agli altri per i gambi, che hanno press'a poco lo stesso colore del cappello. Per poterli identificare con sicurezza, è necessario riconoscere "l'armilla" che sporge sul gambo, vicino al cappello, e che è di color giallo-miele (Da qui deriva il nome "armilla color miele = Armillaria mellea). Funghi simili:L'Armillariella mellea può essere confusa con gli Hypholoma, funghi tossici, che crescono sui tronchi ma hanno colorazioni più vivaci e vistose (sono generalmente rossastri o giallo-aranciati, con lamelle da gialle a grigiastre-verdastre, alla fine nere per le spore) e che comunque presentano caratteristiche strutturali ben diverse da quelle dell'Armillariella mellea. Può essere confuso per esempio con l'Hypholoma fasciculare (tossico) o con l'H. sublateriticum, che si diversificano per le lamelle verdastre o color giallo-zolfo, per l'assenza dell'anello sul gambo e per il gusto della carne, decisamente amaro, ben identificabile e certo non apprezzabile. Notevole somiglianza con la Clitocybe tabescens, commestibile, ma più gracile e senza anello, che può crescere direttamente sul terreno. Si può scambiare anche con la Pholiota mutabilis, pure commestibile, che ha un cappello liscio, igrofano, velo secondario che inguaina il gambo e lamelle color ocra. Si tratta di funghi che si presentano in famiglie numerose, spesso alla base di tronchi malandati o marcescenti. Carne:bianca. Quella del cappello può essere più o meno soda. Quella del gambo, specialmente negli esemplari adulti, è fibrosa, legnosa, coriacea, da scartare.
Odore e sapore: Gusto un po' amarognolo e astringente, gradevole dopo la cottura; piacevole e penetrante l'odore tipico di fungo.
Spore:Bianco crema in massa, ellittiche, 7-10 x 5-7 m.
|
||
|
Cappello |
Dai 3 ai 20 cm di diametro. Prima chiuso sul gambo, appare globoso, quasi conico, somigliante alla capocchia ingrandita di un chiodo, poi convesso, espanso, appianato, ondulato, campanulato, umbonato o depresso al centro. L'umbone è più scuro, finemente squamoso, con le squame che tendono a scomparire.Il margine del cappello può portare residui del velo, ed è involuto, curvo o ondulato. Dapprima è biancastro, poi più simile al resto del cappello. Il colore del cappello può variare, a seconda della pianta ospite, dal giallo miele all'ocra, al cannella, al cuoio, al rossiccio, fino al bruno scuro. A volte compaiono anche sfumature oliva o nerastre. Negli esemplari più grandi, può essere rivestito da squamette, più scure al centro, fibrillose.
|
Habitat: Fungo molto comune, cespitoso, forma serrate famiglie o ciuffi attorno a tronchi, presso vecchie ceppaie di conifere o latifoglie, sia vive che morte. E' un fungo conosciuto universalmente ed in alcune zone è più apprezzato persino dei porcini. Periodo: dall'estate all'inizio dell'inverno, cioè da fine agosto a tutto novembre, specie nelle regioni umide o nebbiose. In Sardegna è fungo autunnale, cresce velocemente ai primi freddi dell'autunno inoltrato ed è comune nei boschi tagliati o radi, tanto da comporre dei veri "cespugli". Osservazioni: Il colore del chiodino varia a seconda della pianta ospite: può essere verde-giallastro sulla robinia, giallo-bruno sul faggio e la quercia, giallo-grigiastro sui gelsi, squamoso e rossastro sulle conifere, di un bel marrone caldo sul castagno. Questo fungo, prima parassita e poi saprofita, può produrre sia placche miceliali biancastre, sia lunghi cordoni nerastri intrecciantisi in vario modo, detti "rizomorfe", simili a lacci da scarpe, che si possono trovare sotto le cortecce degli alberi parassitati, lungo le loro radici o nel terreno, spesso in profondità, sviluppandosi per lunghe estensioni ed andando a colpire anche alberi sani e distanti. Si può intuire la presenza in zona di questo fungo proprio dalla eventuale presenza delle sue rizomorfe. Il chiodino è infatti un fungo- parassita molto pericoloso delle piante legnose: causa una sorta di muffa biancastra, poi la necrosi del legno, e può portare la pianta alla morte. Se colpisce legname, lo distrugge comunque. Ogni gungo, giunto a maturazione, lascia andare un velo bianco di spore sul cappello dei funghi vicini e si deperisce e poi distrugge rapidamente. Quando il bosco è bagnato, risulta piuttosto viscido. Se invece il bosco è molto asciutto, sembra "scricchiolare". |
|||
|
Lamelle |
Sono annesse, leggermente decorrenti al gambo con un dentino e prolungate in costolature verticali fino all'anello, talvolta fitte, ineguali. Inizialmente bianche, diventano poi giallognole e infine bruno-rosate o anche più scure e macchiate, se invecchiate. | Gambo: 0,5-2,5 x 5-20 cm. di h. Cilindrico, ricoperto da fiocchi biancastri, a volte un po' ondulato, attenuato verso la base, o anche un po' rigonfio. Nella parte superiore può essere striato. Prima è farcito, poi diviene cavo invecchiando. Biancastro, anche giallo fulvo, rosso-bruno, giallo-brunastro, nerastro alla base e biancastro nella parte superiore o anche sfumato di giallo, come l'orlo dell'anello. Anello:piccolo e cotonoso, membranoso, persistente, bianco-rosato. |
|||