Storia dei Tarocchi: origini ed evoluzione.
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Nelle ventidue
carte dei Tarocchi dette Arcani Maggiori si
nascondono segreti e allegorie tramandati
oralmente e che gli studiosi ritengono con
ragione legati alla Kabbalah. La loro
origine si perde nella storia dell'uomo:
dal periodo occidentale, che potremmo
definire più recente, si può continuare a
studiarli andando a ritroso nel tempo,
arrivando a significati e simbolismi
riconducibili alla cultura Ebraica, Egizia,
Indiana, Assira, forse fino alla misteriosa
Atlantide...
Carte molto
simili ai Tarocchi sono state ritrovate fra
i reperti archeologici cinesi, risalenti
all'anno 1120. Si tratta di 32 tavolette in
avorio, con incisioni relative a immagini di
cielo, terra, uomo, doveri e destini, che
componevano un gioco chiamato "Mille volte
diecimila". Questo gioco era composto da tre
serie di nove tavolette, più tre Trionfi e
altre due carte che si chiamavano "fiore
rosso" e "fiore bianco" (o anche Mille
volte diecimila, come il gioco a cui davano
il nome). Sulle carte del cielo erano
indicati i quattro punti cardinali. Sulle
carte umane erano invece indicate le virtù
cardinali (benevolenza, giustizia, ordine,
saggezza) ripetute quattro volte. Le
tavolette non erano un semplice gioco, ma
avevano invece un simbolismo esoterico, un
insegnamento nascosto. |
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In Italia,
sono state ritrovate 50 carte chiamate
"Naibi", risalenti al 1300, divise in cinque
serie di dieci carte ognuna. Gli elementi
raffigurati riguardavano la Vita, le Muse
(le nove Muse, più Apollo), le Scienze, le
Virtù, i Pianeti (i sette conosciuti, più
l'Ottava Sfera, la Prima Mobile, la Prima
Causa). E' da queste carte che si ritiene
siano poi derivati gli Arcani Maggiori ed in
seguito i Tarocchi, con l'aggiunta delle
altre carte numerali fino a dieci. Le carte
numerali rappresentavano, con i rispettivi
semi, i vari ceti della società del tempo:
Coppe per il Clero; Bastoni per i Contadini;
Spade per i Nobili; Danari per i
Commercianti.
Sono state
ritrovate anche 17 carte, dipinte in Francia
nel 1392, dal pittore Gringonneur per Carlo
VI, molto simili agli Arcani. Sembrerebbero
comunque nate seguendo la scia dei già
esistenti Naibi italiani. |
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E' esistito
inoltre un gioco indiano, chiamato Dasavatra
e tuttora giocato in India, composto da
dieci serie di dodici carte (dieci serie
come dieci sono le incarnazioni di Visnù.
Ogni serie comprendeva due figure, cioè il
Re e il Visir, più altre dieci carte.
Durante il giorno, la carta più forte era
quella rappresentante l'incarnazione di
Rama, dopo il tramonto invece la più forte
era quella di Krishna. I semi erano
rappresentati da altre figure, infatti al
posto dei Denari si potevano trovare
conchiglie, pesci o tartarughe; le Coppe
erano sostitute da anfore o brocche; i
Bastoni da asce e le Spade da archi.
Verso il 1500,
nel mondo Islamico esisteva un gioco molto
simile a questo, descritto dallo scià Hassan
Abul Fazl Allami, composto da 12 serie (in
seguito ridotte ad otto) di 12 carte
ciascuna.
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A Marsiglia,
verso il 1400, si cominciano a vedere i
primi Tarocchi, con i 22 Arcani molto simili
a quelli oggi conosciuti. Probabilmente,
derivavano dai Naibi italiani.
Sempre in
Francia, nel 1751, Burdel aggiunge gli
Arcani Minori e vari simboli ai Maggiori.
In Svizzera,
nello stesso periodo, due artisti di nome
Muller e Cie modificando le carte di Burdel
danno origine al Tarocco Classico. |
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