Magici Tarocchi
I
Tarocchi, queste stupende "schegge di sapienza"
arrivate fino a noi dal passato senza aver perso
neppure una briciola del loro fascino misterioso,
forse per alcuni potrebbero essere considerate solo
un curioso gioco di carte e per altri un
anacronistico sistema da ciarlatani per imbrogliare
gli sprovveduti. In realtà costituiscono comunque
un'opera d'arte, un vero e proprio "libro",
misteriosamente arrivato a testimoniare
l'antichissima, profonda ed eterna ricerca dell'uomo
di una Via alla conoscenza di se stesso,
dell'universo, dell'ignoto, espressa sempre con
grande cultura ed innegabile senso artistico.
Qui
parliamo di collezionismo, e dunque non è in
discussione il valore magico o divinatorio di queste
particolarissime carte, ma è innegabile che il loro
fascino deriva non solo dai disegni che le
contraddistinguono, dai simbolismi delle
raffigurazioni, dai nomi quasi fiabeschi che le
rendono ancora più misteriose (l'Appeso, la Papessa,
il Bagatto, le Stelle...) ma proprio dal fatto che
racchiudono tutta la storia dell'evoluzione del
pensiero popolar/filosofico dell'uomo.
I
Tarocchi possono essere considerati come un libro,
ed infatti vengono indicati anche come "Il Libro di
Toth", composto da 78 fogli, suddivisi in Arcani
Maggiori e Minori. La loro origine si perde nel
tempo: alcuni ne attribuiscono la nascita ad Enoc il
profeta, altri ad Ermete Trismegisto, in seguito
identificato come il cosiddetto "dio Toth" del Libro
di cui sopra. E' in sintesi un'opera nella quale
confluiscono conoscenze di astrologia, alchimia,
scienza della Kabala e dei Numeri, tradizioni e
simboli che arrivano forse dalla favolosa terra di
Atlantide, dai geroglifici egiziani, dai vari studi
meditativi di filosofi, teosofi, ermetisti, gnostici
e mistici che via via si sono appassionati a questo
strano "gioco" e in esso hanno lasciato la loro
impronta.
L'origine della parola "Tarocco" non è certa. In
lingua araba, "tarah" o "tarap" è colui che "getta
la sorte". In Italia, nel 500, il termine tarocchi
stava per "piccole carte". Ci sono studiosi che
ritengono verosimile un collegamento con parole
ebraiche che indicano i Cherubini (angeli profetici)
e le loro ruote (topazi circolari) descritte nella
Bibbia e chiamate "tarhesh". I primi giochi composti
con queste carte presero il nome di "Naib", e
"profeta" in ebraico si dice "nabi". I Nabi, cioè i
profeti-sacerdoti, per i loro oracoli si servivano
di un drappo adorno di 12 pietre preziose disposte
in cerchio, cioè a "ruota", (in latino "rota").
Tarocco potrebbe essere anche una parola composta da
"tau" (chiave) e "rota" (ruota che simboleggia la
vita che gira): "Ta- Ro", quindi, che letto al
contrario, come vuole la Cabala, diventerebbe "Orat"
cioè "prega", contempla.
Figure molto simili agli Arcani Maggiori sono state
trovate negli scavi fra le rovine del Tempio di
Tebe. Ci sono collegamenti con carte e giochi
divinatori dell'India e della Cina. E sembra sicuro
che furono gli Zingari, il popolo Gitano, originario
dell'Indostan, a far conoscere questo gioco agli
Arabi, che lo portarono poi in Spagna e quindi in
Europa, nel periodo delle loro conquiste. Le
immagini sono state certo modificate, ma i concetti
di base sono rimasti inalterati: l'Uomo, la Natura,
il Destino... Dalla Spagna il gioco, con qualche
variazione dovuta al Cristianesimo, si diffuse
quindi a Francia, Germania, Italia. Siamo nel
periodo che va dal 1100 al 1300. La vera diffusione
dei Tarocchi in Europa si ha però solo verso il XV
secolo, quando diventano comunemente un gioco vero e
proprio, un metodo di divinazione, e un "mezzo di
meditazione". I 22 Arcani Maggiori, su carta,
nascono in Italia nel periodo di massima influenza
dei Templari. Nel 1761 il francese Court de Gebelin
dà vita ai Tarocchi di Marsiglia, con il loro
aspetto ereditato dal Medio Evo, il loro nome che
viene considerato come derivazione di "tar" (cioè
"cammino") e "ro" o "rog" (cioè "regale"), cioè "la
Via Reale" alla conoscenza.
Arcano in latino significa "segreto". Nel Medio Evo,
"arcano" era la parola usata per indicare qualsiasi
lavoro fatto dagli alchimisti e qualsiasi "rimedio"
misterioso proposto dai vari ciarlatani , ben
rappresentati anche allora. I simbolismi dei
tarocchi seguono una teoria di pensiero per cui
tutto nella Natura e nell'Universo segue leggi e
disegni che possono essere rintracciati attraverso
la meditazione e l'intermediazione fornita dalla
lettura di questi "arcani". Le figure, così colorate
e ricche di fascino, dovrebbero quindi rispecchiare
le stesse leggi che governano la Vita, e chi riesce
a risvegliare attraverso esse il proprio inconscio e
la propria particolare sensibilità, dovrebbe
riuscire anche a "vedere" ciò che normalmente resta
oscuro o incomprensibile ai più.
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