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Fossili della Sardegna 3

Fossili della Sardegna 2 ] [ Fossili della Sardegna 3 ]

Nel Triassico sardo sono numerosi i Crinoidi, i Brachiopodi (Molluscoidi), i Lamellibranchi, i Cefalopodi (Molluschi), i Gasteropodi ed il genere Ceratites (Cefalopode), fossili considerati molto importanti sotto l'aspetto stratigrafico, più qualche raro esempio di Pesce. Particolarmente importanti sono l'Encrinus liliformis ed il Ceratites nodosus, esclusivi del Triassico medio e poi estinti. L'Encrinus liliformis era un Crinoide, cioè un Echinoderma dotato di un calice fissato al fondo marino per mezzo di un peduncolo formato da tanti dischetti sovrapposti e snodabili. Questi dischetti, chiamati "articoli", alla morte dell'animale potevano accumularsi e fossilizzarsi sul fondo, dando vita al "calcare ad articoli di Crinoidi". Qualcosa di simile ai crinoidi sono gli odierni "gigli di mare".  Le Ceratites rimangono un tipo di reperto raro per la Sardegna. Facevano parte del vasto gruppo delle Ammoniti, organismi nuotanti che si estinsero alla fine del Cretaceo e il cui diametro arrivava a superare il metro.

Al Periodo Giurese appartengono le Terebratule, le Rinconelle (Brachiopodi), le Nerinee (Gasteropodi), nonchè le Belemniti (Cefalopodi estinti alla fine del Mesozoico). La Rhynconella era un genere di mollusco-brachiopode che popolava i mari poco profondi del Giurese e del Cretaceo. La Nerinea è un mollusco-gasteropode, la cui distribuzione negli strati delle rocce sarde è limitata al Giurese. Fra i Brachiopodi, da ricordare la Rhynconella pallas, la Terbratula sardoa, la Terebratula lamarmorae. Le Nerinee formano i "calcari a Nerinee" di Dorgali e da citare è la Nerinea dorgalensis, che è stata rinvenuta per la prima volta proprio in tale zona. Le Belemniti , che si estinsero nel Cretaceo, erano organismi dotati di una conchiglia di forma conica, costituita da due parti distinte (chiamate rostro e frangmocono) che si inserivano l'una sull'altra. Nel Giurese sardo risulta presente anche un Rettile acquatico gigantesco, un Ittiosauro, del quale si sono ritrovati dei denti in Ogliastra.  Fra le piante, che lasciano intuire un clima temperato e piovoso, si sono ritrovati resti di Equiseti, Felci, Gimnosperme.

Sono frequentissimi nel Cretaceo (141-65 m.a.) i Foraminiferi (Protozoi), i Briozoi e le Rudiste (Lamellibranchi). Proprio le Rudiste, con i generi Radiolites e Hippurites, caratterizzano dal punto di vista stratigrafico e paleoambientale le zone dove sono stati rinvenute, in quanto compaiono e si estinguono in un intervallo di tempo limitatissimo. Le Rudiste hanno dato luogo ai "calcari a Rudiste" nella Nurra e a Sant'Antioco. Si tratta di un gruppo estinto di Molluschi Lamellibranchi, con valve disuguali: con quella inferiore (la più grande), di forma conica, vivevano fissandosi alla scogliera; invece la superiore, appiattita, faceva da coperchio. Nel Cretaceo sardo sono presenti ancora le Ammoniti (Montoceras). E' stato ritrovato anche un frutto fossile del genere Nipadites (Palme), simile alle noci di cocco, il che fa pensare ad un clima piuttosto caldo.

- L'Era Cenozoica (65-6 m.a.) vede alcune zone della Sardegna sotto un mare, non molto profondo, differente a seconda delle aree invase. Mentre nel resto d'Italia avvengono i fenomeni di orogenesi Alpina, nell'Isola si hanno, per riflesso, attività vulcaniche e emersione di terre.

Il Periodo dell'Eocene (65-38 m.a.) è rappresentato nella Sardegna orientale da Cerizi (Gasteropodi) e da piccoli Ostreidi (Lamellibranchi); sono molto numerosi anche i ritrovamenti di Nummuliti (Foraminiferi). I Nummuliti (dal latino "nummus" = moneta) sono fossili che ben caratterizzano l'Eocene e l'Oligocene. Appartengono ai cosiddetti macroforaminiferi, organismi marini unicellulari le cui dimensioni potevano raggiungere i 10 cm. L'accumulo dei loro gusci forma i cosiddetti "calcari a Nummuliti". Nella zona del Gerrei si trovano invece le "arenarie a Cerizi", formate da conchiglie degli omonimi Molluschi Gasteropodi del tipo a turritella. La Sardegna occidentale è invece famosa per il "Carbone Sulcis" (Lignite) ed i Milionidi (Foraminiferi). Sotto gli strati di lignite, che contengono Molluschi di acqua salmastra e di acqua dolce, ci sono i "calcari a Milionidi", che prendono il loro nome dal fatto che somigliano a grani di miglio, e che sono formati dall'accumulazione dei loro microscopici gusci. Talvolta si sono trovati anche Cerizi in mezzo ai calcari situati sopra i giacimenti di carbone. Proprio in questa area geografica sono stati rinvenuti i più antichi Mammiferi d'Italia, appartenenti ai Tapiridi, cioè i generi Lophiodon e Atalorodon. Molto ben rappresentata la flora, con le Palme del genere Sabal, del Bacino di Gonnesa. 

Pochi i fossili sardi che risalgono all'Oligocene. L'ambiente geologico doveva essere quello lacustre, e nei tufi cineritici si sono trovati scarsi Gasteropodi del genere Helix e Planorbis.

Nel Miocene (22,5- 6 m.a.), dalla distribuzione degli affioramenti, sembrerebbe che la Sardegna sia stata attraversata da nord a sud da un grande canale marino. Nell'Isola si verifica una straordinaria abbondanza di forme di vita animale: Foraminiferi, Spugne, Coralli, Briozoi, Brachiopodi, Lamellibranchi, (soprattutto Pettinidi), Gasteropodi, Echinidi, Cefalopodi, Crostacei, Pesci, Rettili, Sirenii, Cetacei, Cervidi. Al Miocene sardo appartengono bellissimi ritrovamenti di Esacoralli (Celenterati) e di Coralli singoli, che vivevano individualmente in mari leggermente più profondi.  Fra gli Echinidi, il gruppo più rappresentato del periodo, da ricordare i Clypeaster, una forma arcaica dei ricci odierni, gli Schizaster, classificati come "Echinidi irregolari", per via della dislocazione delle aperture, gli Amphiope, gli Spatangus. Un esemplare particolarmente notevole è la specie del Sardocidaris piae, del quale è stato ritrovato un esemplare importantissimo per lo studio, con i radioli ancora in parte attaccati al guscio.

 

 

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