Erinnofilia
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NOVITA' IN ARRIVO
PER TUTTI GLI APPASSIONATI
La
casa editrice Barbieri Editore
s.r.l. sta per
editare il volume “La
religione negli erinnofili”
curato da Paolo ROCA, noto
esperto che, per la prima volta,
pubblica un’opera monografica
tolta dalla propria collezione.
Dopo una prefazione nella quale
tratta della nascita e delle
affinità con i francobolli veri
e propri, l’Autore si occupa
ampiamente dei chiudilettera
fatti stampare dalla Chiesa
Cattolica dagli inizi fino ai
nostri giorni, riproducendone
l’immagine a grandezza naturale.
Da qui il sottotitolo del
volume: “quasi santini…,
quasi francobolli…” .
Il
libro, con traduzione a fronte
in inglese dello scritto, consta
di 280 pagine a colori
riportanti circa 700
chiudilettera. L’uscita è
prevista per la prima quindicina
di gennaio 2008.
E'
ancora possibile prenotare una
copia. Per informazioni o
prenotazioni, mandate una email
alla
casa editrice Barbieri Editore
s.r.l.
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L'Opera
Con il termine “Erinnofilia” si indica
la collezione dei “francobolli senza
valore postale” che comunemente sono
conosciuti in Italia con il nome di
“chiudilettera”, mentre nei paesi
anglofoni sono detti “cinderella” ed in
altri ancora “vignette”. Fin dagli
albori della storia postale le missive
erano chiuse con vari sistemi, il più
usuale dei quali era la “ceralacca” su
cui veniva impresso il simbolo del
mittente (il più delle volte lo stemma
del casato o le iniziali dell’utente).
Con il passare del tempo, il diffondersi
della cultura e della alfabetizzazione
delle masse e il miglioramento del
servizio postale, che rese via via più
sicura la corrispondenza privata, il
chiudilettera perse la sua funzione di
sigillo a garanzia dell’integrità delle
missive, e assunse sempre più quella di
distinzione e di personalizzazione degli
invii postali. In seguito, al semplice
riconoscimento del mittente, si combinò
un fine pubblicitario, per la raccolta
di fondi a favore di Enti o di Opere
cittadine, regionali o nazionali.
L’emissione dei chiudilettera raggiunse
il suo apice tra il 1900 e il 1950.
Oggi, e da circa un ventennio, la loro
diffusione è ristretta quasi
esclusivamente al “mercato” del
collezionismo che in questi ultimi anni
vive il rifiorire del la ricerca di
tutto ciò che “profuma” di passato. Tra
le tante tipologie di erinnofili, nel
presente lavoro sono presi in esame
unicamente quelli a tematica religiosa,
i quali hanno, a nostro avviso, un
fascino particolare per quel loro essere
un po’francobolli e un po’ santini!
Ognuno di essi evoca il ricordo di
sapori antichi ma sempre nuovi, di un
tempo, ormai lontano, in cui i fanciulli
passavano i pomeriggi all’Oratorio e le
mamme preparavano l’altarino alla
Vergine per il mese di maggio. Le
giornate allora erano scandite dallo
“stare insieme” e non dalla frenesia,
tutta moderna, di “fare” per non
“rimanere indietro” perdendo così di vi
sta le cose belle del la vita, quelle
che sembrano, ma solo a prima vista,
“futili”. Gli erinnofili religiosi sono
suddivisi secondo il tema rappresentato
con la descrizione della storia e/o
dell’evento che li ha ispirati. |
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L'autore: Paolo Roca
Nato in Toscana (Follonica, GR)
Vive a Roma. Attento collezionista
uomo di fede e di cultura, «Il
Guardia no del Faro» (dal titolo
del suo blog).Da sempre
collezionista appassionato,
sviluppa nella Filatelia il gusto
del la ricerca, della
catalogazione e della conoscenza
nel campo specifico. Approda alla
Erinnofilia dove trova un campo
ancora poco conosciuto che gli
permette di soddisfa re il
desiderio del la ricerca e il
piacere di scoprire nuovi
esemplari che stimolano il
desiderio di approfondire nuovi
orizzonti di conoscenza. |
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Autore Paolo Roca
Titolo La religione negli
Erinnofili
Sottotitolo Quasi santini,
quasi francobolli.
Genere Iconografia sacra di
piccolo formato
Lingua Italiano / Inglese
F.to 24x22; pp. 282 con quasi 700
illustrazioni a colori
Rilegatura a filo refe
ISBN 978-88-7533-037-8 € 37,00 |
Scheda
in formato pdf |
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Per
conoscere l'Erinnofilia
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Il collezionismo dei "chiudilettera",
rimasto sempre piuttosto in
secondo piano rispetto alla filatelia
tradizionale, torna oggi alla ribalta
grazie alla pubblicazione di
un eccellente catalogo,
realizzato da Eupremio Malorzo per
l'Associazione Nazionale dei
Collezionisti Erinnofili.
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Il
catalogo, dedicato al
collezionismo degli erinnofili
commemorativi italiani stampati
tra il 1860 e il 1945, per la
prima prima volta cerca di dare
una organizzazione sistematica
ai chiudilettera commemorativi e
fa parte di un bel progetto, di
più largo respiro, elaborato e
promosso dall'Associazione
Nazionale Collezionisti
Erinnofili, della quale Eupremio
Malorzo è presidente.
La
prefazione del Catalogo parla di
"collezione
dimenticata" ed in realtà
il termine erinnofilia deriva
dal tedesco e significa appunto
"ricordo". Si tratta
di un tipo di collezionismo
seguitissimo fino agli anni '30
ma successivamente caduto in
disuso, anche se esiste un bel
gruppo di appassionati, tanto
che anche oggi il Poligrafico
continua a produrre con successo
foglietti erinnofili.
Il Catalogo è fatto davvero
bene: chiaramente,
è il risultato di un fine
lavoro di ricerca e di
approfondimento, ma
l'impressione che se ne riceve
è di estrema chiarezza e
facilità di lettura, anche per
un neofita. Le informazioni
storiche e specialistiche sono
immediatamente accessibili,
gradevoli da leggere. Le
caratteristiche e le varietà
dei bolli sono definite in modo
preciso. Le immagini appaiono
nitide ed accattivanti:
sfogliarlo, significa dare
un'occhiata alla storia italiana
del periodo da un punto di vista
curioso e inconsueto. Attraverso
la lettura di questo manuale si
può cominciare ad appassionarsi
ad un tipo di collezionismo
sicuramente interessante ma non
necessariamente dispendioso
economicamente, visto che si
tratta di un settore considerato
"minore" rispetto alla
filatelia e quindi generalmente
più accessibile come costi.
Andando per mercatini o
esplorando le offerte su Ebay si
potrebbe trovare un bel pezzo da
collezione su vecchie buste o
cartoline: spesso i
chiudilettera venivano
addirittura annullati
regolarmente come veri
francobolli, ed in questi casi
il loro valore... aumenta! (Come
si può apprendere leggendo il
Catalogo).
L'Associazione Nazionale
Collezionisti Erinnofili ha sede a
Torino, in via Belfiore, n.24. Si può
contattare
l'autore, per chiedere informazioni sul
Catalogo o per acquistarlo, all'
e-mail:
cartepovere@libero.it Allo
stesso indirizzo e-mail
è possibile anche inviare commenti,
proposte, segnalare nuovi
ritrovamenti. |
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Eupremio Malorzo
Catalogo degli Erinnofili Italiani
Bolli commemorativi dal 1860 al 1945
Edizioni Digitali srl - Torino
Stampato nel Novembre 2006
Pagine: 272 - Prezzo: 32,00 euro |
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Links
consigliati:
Aste Erinnofilia su Ebay
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Riportiamo
quanto scritto sul
Manuale di Filatelia di
A.Bandini Buti, edito da
Mursia: "L'erinnofilia
(dal termine tedesco «
Erinnerung », che
significa ricordo) è il
collezionismo dei bolli
chiudi-lettera e delle
vignette emesse in
occasione di ricorrenze,
manifestazioni e per
propaganda politica,
militare, artistica,
turistica, commerciale
ecc. Nonostante
l'affinità dell'oggetto
di tale passione con i
francobolli, la
parentela con la
filatelia è piuttosto
discutibile. Essa ha però
cultori numerosi e
appassionati,
associazioni attive,
pubblicazioni
interessanti. In Italia
la prima associazione
erinnofila fu fondata a
Milano nel 1926
sull'esempio della
Germania e della
Francia. La prima Mostra
nazionale ebbe luogo a
Monza nel 1926
incorporata nella terza
Esposizione delle arti
decorative che allora si
teneva nella Villa
Reale.
Il più antico ente
erinnofilo a carattere
nazionale è la francese
«Société de l'Arc-en-ciel
», la quale deve forse
il nome alla
straordinaria varietà
di tipi e di colori che
contraddistingueva le
vignette emesse nel 1900
per l'Esposizione
universale di Parigi;
erano ben
millecinquecento tipi
diversi, riproducenti i
padiglioni dei vari
Paesi e gli altri
principali monumenti
dell'Esposizione.
Il
più antico bollo
chiudi-lettera
conosciuto sarebbe
quello emesso nel 1845
per l'Esposizione
internazionale di
Vienna. Sino a qualche
tempo fa tale primato
veniva riconosciuto alla
vignetta creata nel 1851
per suggellare la
corrispondenza dei
commissari reali
all'Esposizione
londinese di quell'anno.
Qualche cosa del genere
fu fatto a Parigi per
l'Esposizione del 1855.
Questi primi bolli
erinnofili sono
naturalmente assai rari.
Il primo bollo italiano
sarebbe quello emesso
nel 1860 per la
spedizione dei Mille, il
quale reca l'effigie del
generale, i tre colori
italiani e la scritta «Soccorso
a Garibaldi».
Costituiva una specie di
marca di controllo per i
sottoscrittori del
prestito garibaldino. Un
altro bollo con
l'effigie dell'Eroe, recante
il binomio Roma-Venezia
venne emesso nel 1863
per protesta contro il
tragico fatto di
Aspromonte.
Il Risorgimento italiano
ha avuto riflessi
notevoli
nell'erinnofilia,
specialmente sul piano
commemorativo. Nel 1895,
ricorrendo il 25°
anniversario della presa
di Roma si potè
assistere ad una vera
battaglia erinnofila,
che in contrapposizione
alle vignette per
celebrare l'indipendenza
italiana, i cattolici ne
emisero per esaltare il
papato. Anche presso gli
altri popoli storia e
politica hanno avuto
largo posto nelle
vignette chiudi-lettera.
Basterà accennare alla
guerra di secessione
americana per la quale
nel 1866 vennero emesse
vignette politiche
diffusissime
nell'America del Nord,
cosi come accadde nel
1898 per la guerra tra
Spagna e Stati Uniti e
nell'America Meridionale
per la guerra tra
Bolivia e Paraguay.
Spunti erinnofili offrì
anche, nel 1891, la
contesa tra Russia e
Finlandia. Alle vignette
finlandesi venne data
una caccia spietata
dagli agenti dello Zar.
Particolarmente feconda
di emissioni erinnofile
fu la Spagna, dalla
emissione del 1893 per
la guerra
ispano-marocchina a
quella delle cosiddette
«vignette separatiste»
del 1899.
Una vignetta che
commosse il mondo fu
quella spagnola del 1901
per la guerra
anglo-boera con
l'effigie del presidente
Kriiger, e la
esaltazione dei boeri.
Altro esempio di
solidarietà
internazionale fu la
vignetta emessa a
Venezia nel 1897 per
l'aiuto agli insorti di
Creta.
Passando dal campo
internazionale al
terreno politico
italiano converrà
ricordare la vignetta
emessa dopo i moti
milanesi del 1898 con i
ritratti di Filippo
Turati, Luigi De Andreis,
Carlo Romussi e don
Albertario per
l'amnistia ai condannati
politici. Non parliamo
poi degli spunti
erinnofili offerti dalle
campagne elettorali,
fino ai nostri giorni.
Notissime sono poi le
vignette pubblicate in
occasione delle due
guerre mondiali e dei
minori conflitti degli
ultimi cinquant'anni e
particolarmente
commoventi sono quelle
che, dopo la sventura di
Caporetto, si
indirizzarono al cuore
degli italiani per la
resistenza morale e
militare.
Abbiamo già accennato
alle cartoline militari,
ma ancor più numerose
furono le emissioni dei
bolli chiudi-lettera con
le insegne e le scritte
delle varie unità e
scuole e istituzioni
militari.
Le
esposizioni, mostre,
manifestazioni di
carattere artistico,
industriale,
commerciale, ricreativo
ecc. hanno dato
occasione per
l'emissione di
innumerevoli tipi di
vignette adesive.
La musica e il teatro
hanno avuto espressioni
erinnofile di grande
interesse nelle quali si
trovano ricordate le
prime di opere come «Bohème»
(1896), «Iris» (1898),
«Tosca» (1900), il
centenario di Donizetti
nel 1897, quello di
Verdi nel 1913. Altre
emissioni riguardano
grandi scrittori da
Dante a Shakespeare a
Schiller ecc. E crediamo
di poterci limitare ad
un accenno generico
sulle innumerevoli
emissioni di propaganda
turistica e sportiva.
Nonché a quelle di
soggetto industriale,
religioso o sulle
affermazioni della
tecnica. Dal traforo del
Sempione al volo
transpolare di Amundsen
e Nobile, alle crociere
transatlantiche, ai
razzi, ai voli spaziali
ecc.
Come si vede, è un
panorama vastissimo che
abbraccia tutti gli
aspetti e tutte le
attività dei singoli
Paesi."
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