Bijoux
Recensione di Fiorella
Operto al libro di Maria Teresa Cannizzaro,
"Brillanti
Illusioni"
Vintage Fashion&Jewelry Club
Italia
informa che proseguono le
chiacchierate "Illustrate" sul tema delle Arti applicate al
bijoux di fantasia. Il gentilissimo Dr. Fabio Caccia - con la
consueta eleganza e gentilezza - ospita l'evento alla sua
Passeggiata Libreria Caffè, Genova. Un incontro in prossimità
del Natale, dedicato non a temi natalizi, ma tecnologici. Si
parlerà delle lavorazioni e dei materiali di questi piccoli
oggetti di artigianato, il bijoux ornamentale, e di come in
queste creazioni non preziose si trovi un poco della storia
della Rivoluzione industriale. Qui di seguito potete leggere il
comunicato per intero...
Un appuntamento da non perdere!
2010:
Prossimo appuntamento da non perdere
Vi
aspettiamo alla Libreria Caffé "La Passeggiata",
a Genova, in Piazza
S.Croce n°21
il 14 dicembre 2010, dalle 17 alle 21.
Iconografia natalizia: dai Saturnalia al Santa Claus della
Coca Cola
Chiacchierata sulla storia delle immagini del Natale e
piccola mostra di bijoux di fantasia americani sul tema del
Natale e del New Years’Eve

La
nostra chiacchierata tratterà l'iconografia natalizia.
Come mai Santa Claus è vestito di rosso, è grassoccio e ha
il berretto da notte
con il pon pon? Quando è nata l'abitudine di scambiarsi i biglietti di
auguri?
Che significato ha l'albero di Natale?
Nell'America dei primi del Novecento, si diffuse l'abitudine
di portare una spilla con iconografia natalizia, scollegata
dalle fedi religiose,
come espressione di volontà di integrazione. Quale simboli
furono scelti?
In
questi giorni, ci sembra che l’iconografia natalizia, quella
scollegata dai credo religiosi, ci sia sempre stata: le
città illuminate, l’albero con le luci, il rosso,
il verde e il dorato, le decorazioni, i lustrini, i doni,
gli auguri.
In realtà, queste immagini sono abbastanza recenti, delle
prime decadi del 1900 (nell’Inghilterra di metà Ottocento si
era diffusa l’abitudine di inviare biglietti di auguri). La
storia di Santa Claus è più complessa, poiché si intreccia
con tradizioni religiose e popolari di molte nazioni. Ma
l’iconografia di Babbo Natale come la
conosciamo oggi, è opera del cartoonist Thomas Nast,
(1840-1902), tedesco immigrato negli Stati Uniti. In questa
breve conferenza ripercorreremo le iconografie natalizie,
dal Presepe di San Francesco alle immagini Biedemeier

A cura del VintageFashion&Jewelry Club Italia
bijouxamericani@libero.it
www.bijouxamericani.it
Vi spettiamo!
E.. non perdete l'appuntamento di gennaio 2011:
la chiacchierata riguarderà "I bijoux nei musical
americani".


Alcuni
precedenti appuntamenti...
Il 23
novembre prossimo, a Genova,
presso la bella sede della Libreria Caffé "La Passeggiata",
(dopo le precedenti piacevoli chiacchierate
su Trifari, Gene Verri di Coro, Schiaparelli)
si parlerà di un altro emigrante
che fece fortuna negli Stati Uniti disegnando e producendo bijoux di
fantasia.
Si chiamava Pellegrino ma, quando sbarcò all'Ufficio
Immigrazione americano,
alla domanda "Come ti chiami"? non capì bene e rispose con
il nome della città dove era nato, Gaeta. Gaeta divenne,
americanizzato, Gaita.
Ma la ditta si chiamò PELL, da Pellegrino.
Pell è famosa per bellissimi bijoux dai colori sontuosi,
per le baguettes diamantate e per l'inventiva dei disegni.
Tra le serie, ricordiamo le spille natalizie,
alcune delle quali saranno in mostra il 23 novembre.
Vintage
Fashion&Jewelry Club Italia
Piccola mostra di bijoux americani d’epoca e conferenza
LA PASSEGGIATA LIBRERIA CAFFÈ
Genova, piazza S. Croce 21r (piazza Sarzano)
23 Novembre
2010, 17:00 – 21:00
L’eleganza e il talento di Gene Verri, disegnatore di Coro

Gene Verrecchia nacque a
Providence, Rhode Island, nel 1911. I suoi genitori erano
arrivati negli Stati Uniti da Filignano, piccolo paese
abruzzese. Bravissimo nel disegno, Gene vinse subito una
borsa di studio per la scuola del Disegno del Rhode Island,
i cui insegnanti lo raccomandarono ai dirigenti della Coro,
presso cui lavorò poi per trentun anni. Entrato come
apprendista nel 1933, Verrecchia (che americanizzò il
cognome in Verri) fu nominato ben presto disegnatore. Mentre
imperava lo stile decò, Verri riuscì ad imporre un suo stile
più morbido e avvolgente, che fu così apprezzato dal
pubblico da fargli guadagnare il ruolo di disegnatore capo.
Usava soggetti naturali per la sua ispirazione, fiori,
animali (pesci, uccelli, farfalle) con un tocco particolare
di modernità e surrealismo. "Effettivamente, la gente
cominciava ad essere stanca dell'Art deco - ci disse Verri -
ed era pronta ad accogliere la novità. E noi la disegnammo.
Vendemmo almeno 3 milioni di dollari, di allora, di duette".
www.bijouxamericani.it
info@bijouxamericani.it

2009
Poveri ma belli: princisbecco, strass e placcature
Quattro passi (una breve Passeggiata) tra i nuovi
materiali e lo sviluppo
delle lavorazioni dei bijoux di fantasia della nascente
borghesia europea
sette-ottocentesca

Venerdì 4 Dicembre 2009 - Ore 17-18 (la mostra dei bijoux
fino alle 21)
Genova, La Passeggiata Libreria Caffè
piazza Santa Croce 31 (nei pressi di P.zza Sarzano/stradone
S. Agostino)
Una chiacchierata illustrata che è ormai un appuntamento
gradito dalle appassionate/i e dalle collezioniste/i di
bijoux americani d’epoca, dagli amanti delle buone letture,
dell’ironia sulle mode, e di pomeriggi senza fretta
L’universo dei gioielli, veri o di fantasia, è vecchio
quanto la cultura umana, poiché troviamo anche nelle civiltà
più antiche degli oggetti ornamentali usati per i riti e le
cerimonie. Il boom dei bijoux di fantasia iniziò grazie a
sviluppi sociali e tecno scientifici: la nascita della
borghesia in Europa e le molte invenzioni nei campi della
chimica e della fisica dei materiali.
Nel 1770 l'orologiaio inglese Christopher Pinchbeck inventò
una lega di rame, zinco, e stagno dal colore simile all'oro
con cui furono realizzati bijoux di fantasia che imitavano
l’oro e che venivano portati dalle signore che temevano il
furto dei loro preziosi. A metà del Settecento, l’alsaziano
Georg Friedrich Strass inventò un sistema di lavorazione del
vetro tale da renderlo simile, nei riflessi e nelle
sfaccettature, ai diamanti: gli strass. Nello stesso
periodo, è realizzata la placcatura nota come Old Sheffield,
o Sheffield plate e in seguito si svilupperà negli Stati
Uniti il famoso silver plate, grazie all’elettroplaccatura.
Dalla metà del Settecento tutte queste invenzioni e nuove
lavorazioni dei metalli furono applicate alla nascente
industria dei bijoux di fantasia, dell’ornamento non
prezioso, che illuminava un abito o sostituiva un gioiello
vero, o che, sempre di più, ornava colli e braccia delle
signore della piccola e media borghesia. Che fossero
imitazioni delle gemme e dei materiali preziosi, o che
fossero espressioni di orafi creativi cui mancavano
materiali e sponsor, i bijoux di fantasia
divennero
un campo di applicazione di nuovi materiali e tecnologie,
fino a quel picco di quantità e qualità che fu l’America tra
il 1938 e il 1960: capitale del Costume Jewelry, Providence,
Rhode Island, Stati Uniti.
Vintage Fashion&Costume Jewelry Club Italia
Per informazioni:
bijouxamericani@libero.it -- Facebook: Bijoux
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