Un
appuntamento da non perdere
Poveri ma belli: princisbecco, strass e placcature
Quattro passi (una breve Passeggiata) tra i nuovi
materiali e lo sviluppo
delle lavorazioni dei bijoux di fantasia della nascente
borghesia europea
sette-ottocentesca

Venerdì 4 Dicembre 2009 - Ore 17-18 (la mostra dei bijoux
fino alle 21)
Genova, La Passeggiata Libreria Caffè
piazza Santa Croce 31 (nei pressi di P.zza Sarzano/stradone
S. Agostino)
Una chiacchierata illustrata che è ormai un appuntamento
gradito dalle appassionate/i e dalle collezioniste/i di
bijoux americani d’epoca, dagli amanti delle buone letture,
dell’ironia sulle mode, e di pomeriggi senza fretta
L’universo dei gioielli, veri o di fantasia, è vecchio
quanto la cultura umana, poiché troviamo anche nelle civiltà
più antiche degli oggetti ornamentali usati per i riti e le
cerimonie. Il boom dei bijoux di fantasia iniziò grazie a
sviluppi sociali e tecno scientifici: la nascita della
borghesia in Europa e le molte invenzioni nei campi della
chimica e della fisica dei materiali.
Nel 1770 l'orologiaio inglese Christopher Pinchbeck inventò
una lega di rame, zinco, e stagno dal colore simile all'oro
con cui furono realizzati bijoux di fantasia che imitavano
l’oro e che venivano portati dalle signore che temevano il
furto dei loro preziosi. A metà del Settecento, l’alsaziano
Georg Friedrich Strass inventò un sistema di lavorazione del
vetro tale da renderlo simile, nei riflessi e nelle
sfaccettature, ai diamanti: gli strass. Nello stesso
periodo, è realizzata la placcatura nota come Old Sheffield,
o Sheffield plate e in seguito si svilupperà negli Stati
Uniti il famoso silver plate, grazie all’elettroplaccatura.
Dalla metà del Settecento tutte queste invenzioni e nuove
lavorazioni dei metalli furono applicate alla nascente
industria dei bijoux di fantasia, dell’ornamento non
prezioso, che illuminava un abito o sostituiva un gioiello
vero, o che, sempre di più, ornava colli e braccia delle
signore della piccola e media borghesia. Che fossero
imitazioni delle gemme e dei materiali preziosi, o che
fossero espressioni di orafi creativi cui mancavano
materiali e sponsor, i bijoux di fantasia
divennero
un campo di applicazione di nuovi materiali e tecnologie,
fino a quel picco di quantità e qualità che fu l’America tra
il 1938 e il 1960: capitale del Costume Jewelry, Providence,
Rhode Island, Stati Uniti.
Vintage Fashion&Costume Jewelry Club Italia
Per informazioni:
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