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Collezionare biglietti
di ingresso e' stata una sfida, inconsapevole,
verso la loro più probabile fine: quella di essere
cestinati.
Conservare
biglietti di ingresso è stata dapprima una tendenza
innata alla raccolta, poi un ricordo di viaggi e
mostre visitate, e infine l'inizio di una indagine
curiosa che dai biglietti può arrivare al museo,
alla sua storia, alla città e al paese che lo
ospita.
Oltre alla loro
funzione primaria di ricevuta di pagamento, molto
spesso i biglietti assolvono a diverse altre
funzioni: ad esempio quella pubblicitaria quando
riportano illustrazioni o notizie sul museo o la
mostra a cui si riferiscono. Non è raro che i
biglietti siano gradevoli piccoli manifesti: il loro
look, la firma del designer li trasformano in
oggetti collezionabili autonomi. E' da questo
momento che non scadono più e viene data loro una
nuova diversa vita.
La
difficoltà di reperire esemplari vecchi è insita
nella natura dei biglietti di ingresso - li si
conserva solo in casi fortuiti ed eccezionali;
dall'esperienza posso dire che biglietti di 50-60
anni sono già rari e ogni anno che passa la loro
rarefazione aumenta: trovarne dell'Ottocento è
difficile, e il mio esemplare del 1792 (Reggia di
Capodimonte a Napoli, personalizzato) rimane il più
vecchio da me conosciuto.
Nella Raccolta
Bertarelli a Milano ci sono alcune centinaia di
biglietti, anche ottocenteschi, e altri si possono
vedere a volte nei singoli musei, per illustrare la
nascita della raccolta.
Riguardo
ai biglietti di paesi stranieri, la difficoltà o
meno di reperirne deriva soprattutto dall'interesse
turistico di quel paese per gli italiani: diffusi in
circolazione sono quelli dei paesi confinanti e del
Mediterraneo, con l'eccezione della Svizzera, da
sempre paese non frequentato dal turismo di massa.
Nel variegato panorama
dei paesi visitati e visitabili dai turisti
spiccano nella mia collezione i casi della Cina e
del Giappone: i biglietti cinesi sono
straordinariamente inconsueti, dai minuscoli
tagliandi con pochi ideogrammi stampigliati con
timbri ai grandi biglietti policromi raffiguranti il
sito visitabile spesso con piante o cartine al
retro, stampati oltre che su carta più o meno fine
anche su plastica trasparente, cartone, a libretto …
Quelli giapponesi per la raffinatezza dei disegni e
la precisione della stampa credo siano i più belli
del mondo, quantomeno di quelli che conosco.

Dai biglietti degli
Stati Uniti si può ben vedere quanto la loro storia
sia recente, ad esempio diventa difficile
classificare biglietti di ingresso alla casa di
Elvis Presley e ai suoi memorabilia a Memphis
Tennessee.
Prede
ambite per la mia collezione - che ha superato i
15.000 esemplari - sono in Italia i musei piccoli,
di provincia e ancor più quelli scomparsi, e gli
esempi non mancano: Museo Campori a Modena,
distrutto durante la guerra, Pozzo d'Antullo a
Collepardo (FR), grotta del buco del piombo sopra
Erba (CO), il museo dell'ombrello a Gignese (NO),
….
Pure per i paesi
stranieri, risultano interessanti i biglietti di
ingresso a luoghi insoliti, remoti, sconosciuti al
turista medio: la casa natale dell'imperatrice
Josephine in Martinica, il crocodile ranch in
Namibia, il museo Camoes a Macao, la Repubblica
Moldova…
Senza volere o potere
approfondire i tanti messaggi che dai biglietti
potrebbero essere tratti: estetici, economici,
sociali, il collezionista viene comunque stimolato
dai singoli biglietti e dai confronti che facilmente
si possono fare: per esempio il prezzo dei biglietti
e l'inflazione in un periodo o in un paese;
dall'esame delle mostre effettuate in Italia si può
vedere un periodo a fine '800-inizi '900, legato
alle scoperte tecnico-scientifiche, in particolare
all'elettricità, poi durante il ventennio molta
importanza verrà data alla Romanità e ai grandi
personaggi storici, ai condottieri, per poi passare
nel dopoguerra a tante mostre di "arti maggiori"
ignorando quasi sempre quelle minori; negli ultimi
anni i temi delle diverse mostre si sono
diversificati (non solo pittura e scultura europea
ma anche ceramica tessuti culture di altri
continenti) - anche i biglietti di ingresso
rispecchiano questo panorama diversificato.
Quanto
al reperimento dei biglietti, per quelli recenti il
passaparola e la disponibilità di amici e conoscenti
è già una buona partenza: per fortuna i biglietti
ingombrano e pesano poco, per cui anche dai viaggi
più lontani chi vuole può portarli a casa. Più
difficili da trovare sono quelli vecchi di oltre
20/30 anni, che a volte si trovano ai mercatini, ma
molto più spesso attraverso annunci su giornali
specializzati si scambiano con collezionisti di
oggetti simili.
Internet è una grande
risorsa per la ricerca di notizie e informazioni
anche molto specifiche. Per trovare biglietti rimane
una promessa per ora: ho trovato alcuni esemplari
all'asta su eBay e per pochi dollari mi sono
aggiudicato alcuni vecchi biglietti americani, ma
purtroppo solo negli Stati Uniti esistono aste anche
per "gioielli" così economici, e si sa che laggiù
musei e siti artistici a pagamento sono piuttosto
recenti.
(Luglio 2003)
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