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Una
collezione di bustine di zucchero...
rigorosamente piene!
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Tutto è
cominciato una ventina d’anni fa, quando
ho deciso che dovevo perdere qualche
chilo: fra le tante cose che mi sono
prospettata per questo obiettivo, c’era
la rinuncia a tutto lo zucchero che non
fosse indispensabile, o già contenuto
negli alimenti come la frutta. Lo
zucchero nel caffè, per esempio. Ed ecco
come si sono svolti i fatti. |
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Primo
tempo: ho pensato di usare i
dolcificanti. Tuttavia il dolcificante
non mi piaceva molto come soluzione, un
po’ per il sapore (insomma, si sentiva
che non era zucchero, e aveva perfino un
fondo amarognolo!) e un po’ per la mia
diffidenza verso tutto ciò che è
sintetico. |
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Secondo
tempo: mi è venuta in mente una
cosa, e cioè che mia mamma, che pure
mangiava volentieri le cose dolci, non
metteva mai lo zucchero nel caffè.
Diceva che era molto più buono. Ho
quindi deciso di provare a prendere il
caffè senza zucchero... e ho scoperto
che è veramente molto più buono! |
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Terzo
tempo:
è venuta a galla la mia anima
di genovese, e ho pensato: lo zucchero è
compreso nel prezzo del caffè, quindi
perché lasciarlo lì? Me lo porto a
casa!... naturalmente non potevo farlo
quando c’era la zuccheriera dalla quale
si doveva pescare, ma col passare del
tempo tutti i bar sono stati costretti
dalle ASL a servire il caffè con lo
zucchero in bustine. Mi
portavo quindi
la bustina a casa e la versavo
doverosamente nella zuccheriera. |
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Quarto
ed ultimo tempo: le bustine non
erano più anonime o tutte eguali, anzi
ogni rivendita cercava di
personalizzarle con disegni e scritte
colorate...
da qui a cominciare a
conservarle il passo è stato breve.
Conservavo anche quelle “a sigaretta” e
quelle “a zolletta” e gli amici che
andavano all’estero me ne portavano
dalla Finlandia o dal Giappone. Ed ecco
come la raccolta è cresciuta fino a
svariati chili di bustine (il numero
esatto delle suddette non lo conosco
perché non ho mai avuto la costanza di
mettermi lì a contarle tutte...) |
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Solo
molti, molti anni dopo ho scoperto che
la “collezione di bustine di zucchero”
non era una mia fissazione, ma anzi,
c’erano molte persone interessate e che
conservavano accuratamente bustine di
ogni genere. Molti però le collezionano
vuote: certamente, senza lo zucchero
tutta la collezione pesa meno ed è anche
più maneggevole, ma a me è sempre
sembrato che una collezione di bustine
“di zucchero” debba essere fatta “con”
lo zucchero: altrimenti sarebbe un po’
come collezionare bottiglie di vini
pregiati... senza il vino! |
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Ringraziamo Anna Olcese
per aver scelto
di esporre la sua grande
collezione sul nostro sito. |
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