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1999 – PROGETTO PER IL RECUPERO DI PIAZZA ROMA – Carbonia (CA) – Prog. 3° classificato
 

DALLA RELAZIONE DI PROGETTO

PREMESSA
La città di Carbonia rappresenta il tentativo di trasferire in architettura un pensiero politico. Pur nella sua incompiutezza testimonia la volontà di un regime  di imitare un modello come Roma e il suo esempio di struttura urbanistica. Quest'idea  è riscontrabile a Carbonia attraverso singoli elementi che concorrono a comporre, in maniera più o meno unitaria, l'intera città. L'influenza di Roma in quest'esempio di architettura è alquanto mitigato dalla distanza del modello e dalle inevitabili trasformazioni del dopo-guerra. L'interruzione brusca dell'attività edificatoria ha portato ad uno sfilacciamento della trama di base. La perdita di continuità è mitigata dalla presenza delle piazze, episodi isolati in cui si ritrova quell'unità compositiva non del tutto espressa.
Ed è proprio partendo da questa continuità urbanistica inespressa che bisogna tentare un recupero degli spazi pubblici mirando a riannodare quei fili bruscamente interrotti.
Il nostro lavoro tenta così di chiudere un discorso ancora aperto rimanendo, però, sempre in bilico tra il finito e il non finito in modo che l'incompiuto diventi esso stesso motivo della composizione. L'iter progettuale è proseguito adagiandosi su superfici ed elementi preesistenti cercando una compiutezza che non annulli l'esistente.

PIAZZA ROMA
Le difficoltà maggiori contenute nel tema di concorso erano racchiuse nella mancanza di precisi riferimenti formali  a cui ancorare le singole scelte progettuali.
Allo stato attuale Piazza Roma si caratterizza per la presenza di un unico vasto spazio in cui l'assenza di un disegno planimetrico si oppone alla ricchezza e alla diversità dei fronti degli edifici che prospettano su essa (il municipio, la chiesa e la pretura).
La mancanza di riferimenti diretti è però compensata dall'esistenza di piccoli particolari  che rimandano a forme di inizio secolo, ormai storicizzate. Proprio questi richiami indiretti ad un architettura passata sono diventati per noi punto di partenza e al tempo stesso di approdo del percorso progettuale.
L'idea di pensare la piazza come uno spazio che dovesse dialogare maggiormente con gli edifici che la circondano ha portato alla deviazione del traffico veicolare su direttrici tangenti la piazza stessa. Sfruttando, poi, la naturale inclinazione del terreno abbiamo ritagliato il vero luogo di sosta, rialzato rispetto al piano stradale, che si collega agli edifici vicini per mezzo delle tre terrazze già esistenti. Uno spazio che è stato strutturato per essere vissuto quale nodo tra le diverse attività che si svolgono negli edifici ad esso prospicienti.
I piani materici che definiscono la nuova piazza diventano, in corrispondenza della vasca, sovrapposizione di piani d'acqua che gradualmente arretrano raccordandosi idealmente con i piani di calpestio dei singoli edifici, spettatori sullo spazio.
L'unico fronte libero è stato parzialmente chiuso da una cortina di pilastri (rivestiti in pietra locale) che, proseguendo il ritmo dei portici del municipio, segnano il vero ingresso alla piazza. In maniera alternata questi pilastri si trasformano in lampioni che attraverso una luce riflessa e diffusa illuminano lo spazio pubblico. Il disegno in scala ridotta delle lampade viene riproposto per l'illuminazione dei percorsi lungo i portici e strutturata attraverso una serie di lampade a muro da inserire tra le arcate a piano terra.
L'unità della composizione si ritrova nel disegno a terra della pavimentazione in basalto. Le lastre per mezzo di fasce regolari tendono a definire dei campi dello stesso materiale aventi una  lavorazione superficiale più scabra. Il motivo della pavimentazione viene riproposto lungo tutti i percorsi interni all'area di studio in modo che possa identificarsi come segno di unità.

PIAZZA CIUSA
L'altra piazza analizzata è quella prospiciente il Mercato Civico. La presenza di questa architettura e la funzione da essa svolta all'interno della comunità hanno indirizzato in maniera decisa le scelte progettuali. Lo spazio antistante il mercato è stato riunito in un unico disegno della pavimentazione la cui trama riprende quella già descritta per Piazza Roma.

La nuova Piazza Ciusa, ribassata rispetto al piano stradale, ha una funzione di spazio di sosta con finalità diverse. Le attività che si dovranno svolgere in questa cavea saranno molteplici definite in base al periodo e alle reali esigenze  dell'utenza. Attività sportive, di proiezioni e spettacoli all'aperto, si dovranno alternare con altre iniziative a carattere giornaliero rivolte all'ampio bacino d'utenza dei residenti.
Il piano ribassato della piazza è raggiungibile da entrambi i lati attraverso una serie di rampe e ad una gradonata che si pone davanti all'ingresso del mercato. Ai lati della zona pavimentata, quali percorsi di collegamento al Mercato Civico, sono stati previsti due percorsi alberati con numerose zone di sosta.

La scelta progettuale adottata sia nelle forme che nei materiali esprime una notevole carica monumentale in linea con altre soluzioni già presenti a Carbonia tipiche del periodo "razionalista".

CONCLUSIONI
Le soluzioni proposte tentano di sviluppare tematiche più ampie della semplice operazione progettuale andandosi ad inserire in una metodologia d'intervento più ampia ed estendibile a metodo di intervento generale sul quale basare la ricucitura di altre parti del tessuto.
Qualsiasi operazione non potrà comunque prescindere da un dialogo stretto con le tematiche progettuali di inizio secolo che hanno modellato le prime architetture di Carbonia ponendole non solo come punto di partenza ma anche come inevitabile approdo dell'attività progettuale.

http://www.archegroup.it/carbonialink.htm

 

 

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