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DALLA
RELAZIONE DI PROGETTO
PREMESSA
La città di Carbonia rappresenta il
tentativo di trasferire in architettura
un pensiero politico. Pur nella sua
incompiutezza testimonia la volontà di
un regime di imitare un modello come
Roma e il suo esempio di struttura
urbanistica. Quest'idea è riscontrabile
a Carbonia attraverso singoli elementi
che concorrono a comporre, in maniera
più o meno unitaria, l'intera città.
L'influenza di Roma in quest'esempio di
architettura è alquanto mitigato dalla
distanza del modello e dalle inevitabili
trasformazioni del dopo-guerra.
L'interruzione brusca dell'attività
edificatoria ha portato ad uno
sfilacciamento della trama di base. La
perdita di continuità è mitigata dalla
presenza delle piazze, episodi isolati
in cui si ritrova quell'unità
compositiva non del tutto espressa.
Ed è proprio partendo da questa
continuità urbanistica inespressa che
bisogna tentare un recupero degli spazi
pubblici mirando a riannodare quei fili
bruscamente interrotti.
Il nostro lavoro tenta così di chiudere
un discorso ancora aperto rimanendo,
però, sempre in bilico tra il finito e
il non finito in modo che l'incompiuto
diventi esso stesso motivo della
composizione. L'iter progettuale è
proseguito adagiandosi su superfici ed
elementi preesistenti cercando una
compiutezza che non annulli l'esistente.
PIAZZA ROMA
Le difficoltà maggiori contenute nel
tema di concorso erano racchiuse nella
mancanza di precisi riferimenti formali
a cui ancorare le singole scelte
progettuali.
Allo stato attuale Piazza Roma si
caratterizza per la presenza di un unico
vasto spazio in cui l'assenza di un
disegno planimetrico si oppone alla
ricchezza e alla diversità dei fronti
degli edifici che prospettano su essa
(il municipio, la chiesa e la pretura).
La mancanza di riferimenti diretti è
però compensata dall'esistenza di
piccoli particolari che rimandano a
forme di inizio secolo, ormai
storicizzate. Proprio questi richiami
indiretti ad un architettura passata
sono diventati per noi punto di partenza
e al tempo stesso di approdo del
percorso progettuale.
L'idea di pensare la piazza come uno
spazio che dovesse dialogare
maggiormente con gli edifici che la
circondano ha portato alla deviazione
del traffico veicolare su direttrici
tangenti la piazza stessa. Sfruttando,
poi, la naturale inclinazione del
terreno abbiamo ritagliato il vero luogo
di sosta, rialzato rispetto al piano
stradale, che si collega agli edifici
vicini per mezzo delle tre terrazze già
esistenti. Uno spazio che è stato
strutturato per essere vissuto quale
nodo tra le diverse attività che si
svolgono negli edifici ad esso
prospicienti.
I piani materici che definiscono la
nuova piazza diventano, in
corrispondenza della vasca,
sovrapposizione di piani d'acqua che
gradualmente arretrano raccordandosi
idealmente con i piani di calpestio dei
singoli edifici, spettatori sullo
spazio.
L'unico fronte libero è stato
parzialmente chiuso da una cortina di
pilastri (rivestiti in pietra locale)
che, proseguendo il ritmo dei portici
del municipio, segnano il vero ingresso
alla piazza. In maniera alternata questi
pilastri si trasformano in lampioni che
attraverso una luce riflessa e diffusa
illuminano lo spazio pubblico. Il
disegno in scala ridotta delle lampade
viene riproposto per l'illuminazione dei
percorsi lungo i portici e strutturata
attraverso una serie di lampade a muro
da inserire tra le arcate a piano terra.
L'unità della composizione si ritrova
nel disegno a terra della pavimentazione
in basalto. Le lastre per mezzo di fasce
regolari tendono a definire dei campi
dello stesso materiale aventi una
lavorazione superficiale più scabra. Il
motivo della pavimentazione viene
riproposto lungo tutti i percorsi
interni all'area di studio in modo che
possa identificarsi come segno di unità.
PIAZZA CIUSA
L'altra piazza analizzata è quella
prospiciente il Mercato Civico. La
presenza di questa architettura e la
funzione da essa svolta all'interno
della comunità hanno indirizzato in
maniera decisa le scelte progettuali. Lo
spazio antistante il mercato è stato
riunito in un unico disegno della
pavimentazione la cui trama riprende
quella già descritta per Piazza Roma.
La nuova Piazza Ciusa, ribassata
rispetto al piano stradale, ha una
funzione di spazio di sosta con finalità
diverse. Le attività che si dovranno
svolgere in questa cavea saranno
molteplici definite in base al periodo e
alle reali esigenze dell'utenza.
Attività sportive, di proiezioni e
spettacoli all'aperto, si dovranno
alternare con altre iniziative a
carattere giornaliero rivolte all'ampio
bacino d'utenza dei residenti.
Il piano ribassato della piazza è
raggiungibile da entrambi i lati
attraverso una serie di rampe e ad una
gradonata che si pone davanti
all'ingresso del mercato. Ai lati della
zona pavimentata, quali percorsi di
collegamento al Mercato Civico, sono
stati previsti due percorsi alberati con
numerose zone di sosta.
La scelta progettuale adottata sia nelle
forme che nei materiali esprime una
notevole carica monumentale in linea con
altre soluzioni già presenti a Carbonia
tipiche del periodo "razionalista".
CONCLUSIONI
Le soluzioni proposte tentano di
sviluppare tematiche più ampie della
semplice operazione progettuale
andandosi ad inserire in una metodologia
d'intervento più ampia ed estendibile a
metodo di intervento generale sul quale
basare la ricucitura di altre parti del
tessuto.
Qualsiasi operazione non potrà comunque
prescindere da un dialogo stretto con le
tematiche progettuali di inizio secolo
che hanno modellato le prime
architetture di Carbonia ponendole non
solo come punto di partenza ma anche
come inevitabile approdo dell'attività
progettuale.
http://www.archegroup.it/carbonialink.htm
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