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Storia di
Carbonia: la piazza
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Per posizionare la grande piazza si è
individuato il punto dominante e meglio
visibile. Si è data alla grande piazza,
cuore della città, una forma tale da
conferirle, oltre che la funzione,
l’aspetto di un centro urbano.
Si è disposto uno dei lati maggiori
della piazza, protetto dai venti
attraverso costruzioni sugli altri lati,
verso l’ampio settore panoramico. Si è
inoltre frazionato lo spazio destinato
alla piazza ottenendo il risultato di
proporzionare ad esso le modeste altezze
degli edifici che la delimitano, e di
realizzare angoli caratteristici con
funzioni e rapporti ben definiti (per
esempio: sagrato della Chiesa
sopraelevato, piazzale per piccole
adunate, giardino per il caffè,
autoparchi, ecc.). |
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Nell’insieme si doveva poter disporre di
una superficie tale da accogliere
agevolmente l’intera popolazione di
Carbonia e dei dintorni per le grandi
adunate del regime, elemento
importantissimo e distintivo della nuova
urbanistica fascista.
La posizione degli edifici
rappresentativi nella piazza venne
scelta in modo da costituire il fondale
delle strade che vi giungevano, curando
che alla diversa importanza delle
strade, corrispondesse una parallela
importanza degli edifici.
In tal modo, dalla via principale di
accesso alla grande Piazza, si
scorgevano: l’Alza Bandiera, elemento
nazionale; la Torre Littoria, elemento
politico; la Chiesa, elemento religioso.
L’Albergo ed i negozi, elementi di
ritrovo, costituivano invece il fondale
della passeggiata.
Al successivo programma di sistemazione
idraulica, si aggiunse l’efficace lotta
anti – malaria, condotta
contemporaneamente alla costruzione del
Villaggio. |
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