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dal 01
al 15 Ottobre 2002
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pubblicate da La Nuova Sardegna
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martedì 15
ottobre 2002
Cinque
milioni per commercio e impresa
Somma destinata alla riqualificazione
di piazza Ciusa e delle piccole aziende
g.f.n.
CARBONIA. Un milione e mezzo di euro da
destinare ai contributi "de minimis" da
assegnare alle piccole e medie imprese
di nuova costituzione o già operanti in
città per la creazione di nuovi posti di
lavoro, un milione e 350 mila euro alle
compartecipazioni dei progetti
finanziati dalla unione europea. Pare
questa la strada imboccata
dall'amministrazione comunale per la
spendita dei circa due milioni e mezzo
in arrivo dalla Regione sui fondi della
legge regionale sul lavoro. Gran parte
delle due tipologie di finanziamento
previste saranno, comunque, destinati
allo stesso scopo.
Di fatto, sono previsti due bandi
differenti, il primo riservato alla
generalità delle piccole imprese e il
secondo riservato agli operatori di
piazza Ciusa e spazi limitrofi. Mentre
per i primi i criteri di assegnazione
ripeteranno quelli già utilizzati nel
bando precedente, e la cui graduatoria
terrà conto ad esempio dei posti di
lavoro creati e delle somme di
compartecipazione messe a disposizione,
gli altri saranno mirati a modificare
l'assetto della piazza, che dovrebbe
diventare anche luogo di incontro e di
svago. «È una novità del programma di
interventi che vogliamo concretizzare
quest'anno - ha spiegato l'assessore
alla programmazione Antonello Dessì -.
Lo scorso 16 settembre è stato
pubblicato il bando europeo per l'asse
città, destinato a favorire la
riqualificazione il recupero urbano.
Oltre a mettere a disposizione una quota
della legge sul lavoro per la
compartecipazione, abbiamo deciso di
puntare sulla collaborazione dei
operatori privati, interessati
complessivamente a rendere più gradevole
le aree su cui insistono le loro
attività. Con un progetto concordato, e
per il quale stiamo studiando le
possibili agevolazioni è possibile far
cambiare volto ad un'altra area della
città, centralissima, e che è
caratterizzata dalla più alta
concentrazione di attività commerciali.
Ipotizziamo esercizi commerciali di
aspetto gradevole e moderni, e una nuova
organizzazione degli spazi dove questi
si affacciano, che potrebbero diventare
anzichè semplici luoghi di passaggio
vere piazze dove è gradevole la sosta.
Un nuovo spazio attrezzato che crea le
condizioni migliori per un incontro con
i clienti. Nel progetto non ci sono
ovviamente solo gli spazi privati. Vi
rientrerà infatti la sistemazione
complessiva del mercato civico e la
realizzazione di una nuova vasta area di
parcheggio, nell'ampio sterrato lungo la
via Marche. Si tratta in pratica di
realizzare, a fianco a opere di recupero
e abbellimento di spazi esistenti, di
un'opera di creazione di nuove
infrastrutture che dovrebbero chiudere
il progetto di recupero e
riqualificazione». |
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martedì 15
ottobre 2002

Sirai,
dove la bussola impazzisce
Scoperto nell'area archeologica un
misterioso
cratere che determina un forte campo
magnetico
Enrico Cambedda
CARBONIA. Un'escursione notturna fra le
colline, un misterioso cratere, la
bussola che impazzisce, le grotte sacre
di antichi popoli. Ecco come a Monte
Sirai, sono state scoperte le tracce di
un'ancestrale spiritualità legata ai
riti degli sciamani. Augusto Mocci,
appassionato di archeologia, fondatore
di un gruppo che si occupa dello studio
del territorio e degli effetti
dell'energia cosmica rivela, con molto
pudore, le sue scoperte. Leggende,
magia, suggestioni, archeologia, valgono
bene un'escursione.
Augusto Mocci non vorrebbe neppure
parlarne. Di carattere schivo spiega
quasi sottovoce che lui quei fenomeni
gli ha realmente verificati. In quelle
colline, qualche millennio fa, è
accaduto qualcosa di veramente
misterioso. Gli antichi sciamani ne
colsero l'importanza e crearono un vero
e proprio luogo di culto. Ancora oggi
accadono dei fenomeni strani, tanto da
poter definire quel luogo "magico". Solo
dopo molte insistenze accetta di
organizzare una piccola escursione: una
sorta di "mordi e fuggi" anche perché
raggiungere il sito è veramente
semplice. Dopo aver lasciato la macchina
(la strada arriva praticamente ai piedi
della collina) occorre meno di mezzora
per arrivarci. Un'unica condizione:
niente fotografie e l'indicazione solo
sommaria dell'area. Arrivati in un sorta
di altopiano si notano i contorni di un
immenso cratere, ormai quasi ricoperto
dalla macchia mediterranea, mentre
tutt'intorno ci sono migliaia di piccoli
ciottoli di materiale scuro,
all'apparenza ferroso. Intanto la
bussola impazzisce, deviando le
indicazioni di circa 180 gradi. Augusto
Mocci non ha dubbi: «Ci troviamo in
un'area dove è caduto un grosso
meteorite - spiega - il quale,
nell'impatto è andato in frantumi,
cospargendo il territorio per qualche
chilometro quadrato e provocando la
presenza di un forte campo magnetico».
Fin qui niente di particolare. Il
mistero, o la magia, si coglie entrando
in una delle numerose grotticelle
presenti nell'area, sono chiuse,
sacellizzate: hanno l'aspetto del luogo
di culto. Alcuni simboli rituali: mappe,
disposizioni astrali, simboli di potere.
In una di queste, in posizione quasi
totemistica, una pietra "un pezzo del
cielo", forse un piccolo pezzo del
meteorite, come levigato dal susseguirsi
di riti magici, toccato da mille mani in
una cerimonia di culto. «Niente di
definitivo - aggiunge, Augusto Mocci -
metterò a disposizione degli studiosi
questa mia scoperta che ritengo molto
interessante. In questa montagna c'era
un luogo di culto che gli antichi
sciamani utilizzavano non solo per le
preghiere collettive ma anche per usi
terapeutici, grazie alla presenza del
forte campo magnetico. Tutta l'area, a
conferma delle mie ipotesi, risulta
inoltre soggetta a due sovrapposizioni:
la prima come zona rituale e di
sepoltura (IVº-IIIº millennio a.C.), la
seconda come sepoltura (IIº millennio)».
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domenica
13 ottobre 2002

Le donne e il lavoro della miniera
L'idea del Comune, un monumento
alla base della Torre Civica
g.f.n.
CARBONIA. Un monumento dedicato alle
donne della miniera. A quelle che
attendevano a casa con ansia i mariti e
i figli, e che spesso piangevano la loro
morte, ma soprattutto a quelle che nella
miniera sono state protagoniste. Che con
il carbone si sono sporcate le mani e i
vestiti, e che hanno fatto parte
integrante della storia della città dei
primi anni. Sta pensando di realizzarlo
il Comune che intende collocarlo alla
base della torre civica, dove un tempo
si trovava un leone in bronzo.
«Le donne hanno svolto un ruolo
importante nella storia della città, ma
raramente hanno trovato un posto nelle
celebrazioni che punteggiano gli anni
del dopo miniera - ha spiegato Ignazio
Cuccu, assessore all'urbanistica -. Sono
rimaste poche immagini e pochi ricordi.
E forse molti non sanno che nel libro
paga della miniera, con mansioni
importantissime e indispensabili per la
produzione, c'erano le donne, le
cernitrici.
Il loro compito era quello di separare
le pietre dicarbone dalle scorie. Prima
che il lavoro venisse effettuato in
maniera automatica con le macchine
vagliatrici, nei primi anni della
miniera erano le donne ad assolvere a
questo compito. Ed è giusto che nella
nuova piazza Roma, i cui lavori
inizieranno a breve, venga collocato un
monumento che ricordi queste
protagoniste.
La collocazione, si è detto, è stata
ipotizzata alla base della torre
littoria.
«Un tempo vi si trovava un leone in
bronzo, che a quanto raccontano sarebbe
stato fuso per ricavarne pezzi di
ricambio per le macchine della miniera.
Molti ipotizzano che una sua copia venga
collocata dove era l'originale. Ma
sarebbe solo un falso storico. Un
anonima opera senza nessun valore e
incapace sia di abbellire la piazza che
di creare ricordi.
Invece, crediamo che quel leone possa
essere sostituito da un monumento alle
donne della città che in miniera hanno
lavorato e che in ogni caso sono state
protagoniste della nostra storia. È un
omaggio alle nostre nonne e alle nostre
madri.
E ci pare che sia una scelta attorno
alla quale tutta la città si può
stringere».
Non è stata fatta ancora nessuna scelta
definitiva. Anche perchè ogni tassello
del progetto della nuova piazza Roma
viene attentamente valutato, anche con
la collaborazione dei docenti
dell'Università di Cagliari, ai qui è
stato affidato il compito della
consulenza per il recupero delle aree
del centro storico.
Ciò a cui puntiamo è un'opera d'arte di
qualità che ben possa inserirsi nel
nuovo contesto e che possa essere,
assieme al monumento al quale il maestro
Giò Pomodoro sta lavorando, un secondo
elemento di attenzione dello spazio
centrale della città.
Entro la prossima estate tutto questo
dovrebbe essere una realtà.
E il monumento diventerà un elemento
importante non solo per l'arredo della
piazza ma anche omaggio alle
protagoniste della prima ora di
Carbonia.
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sabato 12
ottobre 2002
CONSUMI E
CAROVITA
Blocco dei prezzi, verso l'accordo con i
centri commerciali
g.d.p.
CARBONIA. Manca solo la firma del
protocollo d'intesa all'avvio
dell'Osservatorio comunale dei prezzi,
cui partecipano l'amministrazione
comunale, L'Adiconsum e la
Federconsumatori, la Confcommercio e la
Confesercenti. Ma sembra prendere corpo
anche la possibilità di ottenere un
impegno da parte di alcuni centri
commerciali, per l'accordo sul blocco
dei prezzi per tutto il 2002. All'ultimo
incontro fra le parti, infatti, si è
registrata la presenza di rappresentanti
dell'Euralcoop, società che gestisce il
centro affiliato alla Conad, e del
Market Vinci: «Con questi interlocutori
- spiega Salvatore Casu, responsabile
locale della Confesercenti - si è potuto
avviare la discussione su questa
possibilità, che sarebbe fortemente
apprezzata dai consumatori. Siamo
fiduciosi che l'iniziativa, collaterale
all'Osservatorio, possa andare in porto,
non solo con i centri commerciali ma
anche con i piccoli e medi dettaglianti.
Per essi la possibilità di esporre
all'ingresso dell'esercizio commerciale
un avviso di adesione al blocco dei
prezzi, che inviti i cittadini ad
approfittare del momento». In fondo,
direbbe qualche malizioso, gli aumenti,
spesso privi di qualsiasi
giustificazione, sono già stati
effettuati, con gran dispetto per chi ne
ha subito le conseguenze: «Purtroppo -
commenta Casu - i disonesti sono
presenti in tutte le categorie: noi
abbiamo aderito all'Osservatorio proprio
perché crediamo che vadano combattuti
con un deterrente efficace. Pensiamo
inoltre che l'accordo sui prezzi
bloccati sia assai vantaggioso per
tutti: non dimentichiamo che
riguarderebbe anche il periodo delle
festività di fine anno, in cui la
liquidità aumenta». L'accordo potrebbe
essere chiuso già a metà della prossima
settimana.
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venerdì 11
ottobre 2002
VOLONTARIATO
Sulle associazioni il «giogo» della Siae
e.c.
CARBONIA. I compensi alla Siae
penalizzano l'attività di enti ed
associazioni senza scopo di lucro. Un
balzello pesantissimo che mette in
discussione il prosieguo dell'attività
di decine di associazioni che anche nel
Sulcis operano nei vari settori del
volontariato e dell'assistenza sociale.
Molto spesso si tratta di soggetti
giuridici che organizzano attività di
vario genere (soprattutto spettacoli,
manifestazioni sportive, lotterie) per
portare avanti i sempre più complessi
obiettivi sociali. Di queste difficoltà
s'è parlato nel corso di un incontro fra
i responsabili di alcune associazioni
del Sulcis, i quali hanno chiesto
l'intervento degli esponenti politici
del territorio: «È un problema molto
importante - conferma, Antonello Mereu,
deputato dell'Udc - su questo argomento,
ho presentato una proposta di legge,
proprio nei giorni scorsi. Ritengo
doveroso infatti che il parlamento
sostenga l'impegno di queste
associazioni con un provvedimento come
l'abolizione della tassa Siae. La
normativa esistente deve essere adeguata
allo spirito della legge 266/ 91 e
modificata alla luce delle nuove realtà
associative e di servizio tipiche
dell'età moderna». Si tratta insomma di
sanare una vera e propria ingiustizia:
«Allo stato attuale anche quelle
associazioni che s'ispirano agli ideali
del volontariato sono costrette a
corrispondere i diritti d'autore -
prosegue, Antonello Mereu - anche quando
si tratta di esecuzioni realizzate a
favore degli associati. Si tratta di un
ostacolo ingiusto e vessatorio,
sproporzionato rispetto all'attività
svolta da enti che con disinteresse si
impegnano per assistere i più deboli e
reperire fondi per scopi benefici. Per
questo motivo ritengo sia giusto fare
qualcosa e spero che entro breve tempo
l'iter legislativo possa concludersi
positivamente». |
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giovedì 10
ottobre 2002
Società sportive, non resta che piangere
Assestamento di bilancio: dirottate le
risorse
destinate a coprire parte dei costi
delle manifestazioni
L'assessore Orrù: «Ci batteremo perché
vengano recuperate»
Antonello Pirotto
CARBONIA. C'è grande preoccupazione
nell'ambiente sportivo cittadino. È
ufficiale la notizia che le risorse che
dovevano essere destinate alla società
sportive, di solidarietà e culturali,
che hanno organizzato manifestazioni
durante l'anno in corso, sono state
sottratte per l'assestamento del
bilancio comunale. Iniziative svolte con
grandi sacrifici nel settore agonistico
e a fini benefici e culturali rischiano
di non vedersi riconoscere dal Comune un
minimo di contributo per concorrere alle
spese sostenute.
Una doccia fredda per le società e
associazioni che contavano sul fatto che
i tempi di attesa così prolungati
fossero necessari per recuperare altre
quote da destinare ai beneficiari, come
era stato assicurato. Ora, tutto sembra
trasformarsi in una autentica beffa.
Sulla vicenda, l'assessore comunale
Giovanni Orrù afferma: «Effettivamente
la situazione è questa, anche se c'è la
possibilità che entro novembre quanto
tolto dalla manovra di Bilancio possa
essere reintegrato, e per questo ci
batteremo».
Sullo stesso tenore quanto dichiarato
dal vice sindaco Giovanni Tocco, a cui
molte società hanno fatto riferimento
come predecessore di Orrù,
all'assessorato allo Sport e vicino
ancora oggi alla realtà locali: «Le
preoccupazioni degli interessati sono
legittime - afferma Tocco - ma è una
situazione che per la sua importanza
andrà affrontata con urgenza».
All'assenza delle risorse per le
manifestazioni sportive, vanno a
sommarsi quelle per le manutenzioni
degli impianti, e come è visibile, anche
in questo settore ci sarebbe da mettere
mano in tempi brevi. Qualche società che
in questi anni con la sua attività ha
dato lustro e risalto a Carbonia, come
centro di attivismo sportivo, ha già
prospettato una fuga dalla città,
trasferendo le iniziative in altri
centri se non si porrà rimedio a questa
situazione. Un'altra anomalia è data dal
fatto, come testimoniato dagli
interventi dei dirigenti, che ci siano
manifestazioni che ricevono i contributi
in anticipo rispetto all'evento ed altre
che regolarmente effettuate e
rendicontate, debbano penare le
cosiddette sette camicie per vedersi
riconoscere quanto garantito.
Carbonia, il suo tessuto sociale, ha
sempre attinto a piene mani dall'azione
dei volontari di cui propone in
particolare ai giovani, modelli e
attrattive sane, come lo sport e la
cultura.
Ora, con il venire meno dei contribuiti
alle attività sportive e culturali sarà
semèpre più difficile per le società,
che gi versano in gravi difficoltà,
mantenere il livello dell'impegno
mostrato in questi anni. Il futuro della
città potrebbe presentarsi, sotto il
profilo delle attività sportive, sempre
più buio, privo di manifestazioni e di
iniziative: un vero deserto per lo
sport. |
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mercoledì
9 ottobre 2002

Serbariu, un ponte tra passato e futuro
Firmato l'accordo di programma per
l'area
che diventerà centro di ricerca
scientifica
g.f.n.
CARBONIA. Un progetto che crea un ponte
tra passato e futuro, destinato a
trasformare quello che un tempo era
luogo del lavoro nel sottosuolo in luogo
della cultura e della scienza, della
storia e della memoria della città e del
territorio. Da ieri è una realtà. La
firma dell'accordo di programma ha reso
disponibili per la sua realizzazione più
di undici milioni e mezzo di euro,
ventitrè miliardi delle vecchie lire sui
fondi europei del Piano integrato d'area
del Sulcis iglesiente. In un anno il
vecchio cantiere, un tempo la più
importante miniera della città ed oggi
abbandonato, cambierà volto.
«Si tratta di uno dei punti qualificanti
del programma di questa legislatura - ha
spiegato il sindaco Tore Cherchi - e non
possiamo che essere soddisfatti per
essere ormai giunti alla sua
concretizzazione. Appena gli accordi di
programma saranno pubblicati sul Buras
saranno attivare tutte le procedure di
appalto. Abbiamo un tempo limitatissimo,
18 mesi, per concludere l'opera. Quasi
una scommessa, ma siamo certi di
riuscirci. Al termine dei lavori avremo
non solo recuperato alla città 25 ettari
di aree urbane, ma le avremo trasformate
in un complesso dove scienza e tecnica,
ma anche memoria della città e attività
produttive di qualità troveranno la loro
casa. Si tratta di un'opera la cui
rilevanza supera i confini della nostra
area territoriale, e che metterà assieme
un parco scientifico, un centro
ricerche, il museo del carbone con la
ricostruzione di una galleria di
estrazione, istituti universitari, il
museo paleontologico, l'archivio storico
e sedi di aziende di qualità nel settore
dei servizi o dell'artigianato d'autore.
A disposizione, oltre agli undici
milioni di euro, ci sono altri otto
milioni, provenienti da somme non
utilizzate a livello regionale, che
saranno utilizzati per ulteriori
iniziative di ottimizzazione dei
risultati del progetto principale.
Un'opera che diventerà un polo di
riferimento per la cultura e la
ricerca». Il progetto, interamente
redatto dall'ufficio tecnico comunale,
interessa il recupero e la
riutilizzazione di circa 120 mila metri
cubi di fabbricati sparsi sui 22 ettari
del cantiere. «Gli edifici saranno
restaurati - ha spiegato l'assessore ai
lavori pubblici Giacomo Guadagnini - in
parte per acquisire una nuova
destinazione d'uso e in parte per
diventare "musei di se stessi". Mentre
per i castelli, gli argani, i nastri, le
sale macchine, i silos puntiamo alla
conservazione materiale e alla memoria
delle attività, per gli altri edifici
sono previste opere che consentano le
nuove utilizzazioni previste. L'intera
area, completamente urbanizzata, può ben
essere un punto di riferimento non solo
sotto l'aspetto culturale ma anche
didattico e turistico e del tempo
libero. Per l'intera città. Con i
finanziamenti aggiuntivi stiamo
valutando invece l'opportunità di
estendere l'area dell'intervento,
puntando alla bonifica di una discarica
mineraria confinante con la miniera di
Serbariu e restituendo alla città altri
dieci ettari da destinare ad attività
produttive».
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martedì 8
ottobre 2002

Cortoghiana, frazione dimenticata
Denuncia
della circoscrizione per i disagi nelle
aree
del piano di zona, senza illuminazione e
strade
CARBONIA. Ci sono le aree disponibili, e
già destinate all'edilizia privata, ma
l'amministrazione comunale non ha ancora
deliberato l'attivazione delle procedure
per l'assegnazione. A sollevare il
problema è la circoscrizione di
Cortoghiana, che rivendica dal Comune
anche l'avvio delle opere di
urbanizzazione ancora mancanti, e che
costringono gli abitanti delle aree del
piano di zona a vivere in mezzo ai
disagi, senza illuminazione pubblica,
strade e marciapiedi.
Nel piano di zona di Cortoghiana, mentre
la prima area urbanizzata è stata
ultimata, rimane una vasta area, dove
vivono circa centocinquanta famiglie,
dove si lotta ancora con la polvere e il
fango appena fuori dalla porta di casa e
dove una passeggiata notturna è una
scelta a rischio.
«Ci sono colpe diversificate - ha detto
Antonello Vargiu, presidente della
Circoscrizione - e la cui soluzione in
qualche caso potrebbe anche creare danni
economici ai cittadini. Ma non possiamo
comunque stare a guardare. E se il
problema dell'illuminazione pubblica,
che si trascina da tempo per una serie
di "disattenzioni" delle cooperative è
ormai in fase di definizione, restano, e
non sono di piccola entità, quelli
relativi alla viabilità.
L'amministrazione comunale, ad esempio,
non ha ancora ultimato gli interventi di
propria competenza. E almeno una delle
coop., in stato di commissariamento, non
è in grado di effettuare gli interventi
che avrebbe dovuto compiere. Capisco che
incassare la fideiussione firmata a suo
tempo a garanzia potrebbe essere un
problema per i soci, ma occorre assumere
delle decisioni. Sono ormai quindici
anni che le famiglie vivono nell'area
senza servizi di una comunità
"normale"». Ma Vargiu punta anche il
dito sulla situazione complessiva. «Il
problema è che il Comune dovrebbe
mettere a disposizione aree già
urbanizzate. Invece prima si costruisce
e poi si realizzano le infrastrutture. E
queste rappresentano dappertutto un
problema, anche dove è l'amministrazione
in prima persona ad avere l'onere di
realizzarle. Quando poi le realizzazioni
sono suddivise tra più soggetti, come in
questo caso lo Iacp, i privati e il
comune, non si riesce a venire a capo
ella situazione e i disagi durano anni.
Ciò che chiediamo è che finalmente
l'amministrazione intervenga. Non
possiamo pretendere che i disagi dei
cittadini durino all'infinito».
g.f.n. |
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domenica 6
ottobre 2002
Qualità della vita, incubo in periferia
La
denuncia dell'opposizione: «Nei
quartieri
nati in cooperativa mancano i servizi
essenziali»

CARBONIA. Opere di urbanizzazione
lasciate a metà o neppure iniziate,
servizi assenti, invivibilità diffusa.
E, in qualche caso, abitazioni a
rischio, ipotecate addirittura senza che
i legittimi proprietari ne sapessero
niente. Cooperative edilizie che in un
recente passato hanno contribuito in
modo massiccio a risolvere i problemi
abitativi della città, rendendo
possibile la realizzazione del sogno di
una casa di proprietà per tanti sono
diventate, oggi, motivo di un incubo.
Sul problema hanno puntato l'attenzione
i consiglieri comunali dei gruppi di
minoranza. Hanno deciso di organizzare
una sorta di tour tra le lottizzazioni e
le cooperative della città, per chiedere
un intervento dell'amministrazione
comunale per la ricerca delle soluzioni.
Per inziare hanno scelto l'area di
"Carbonia 2", una di quelle che
rappresentanto in maniera quasi
emblematica tutte le situazioni di
precarietà. «Il copione in città è quasi
sempre lo stesso. Il Comune stipula con
le cooperative le convenzioni in base
alle quali delega la realizzazione
diretta delle opere di urbanizzazione -
ha spiegato Alberto Floris -. Ma ci sono
difficoltà di gestione, e i soldi
versati dai soci per il pagamento degli
oneri di urbanizzazione vengono
utilizzati in altro modo. Così, alla
fine mancano strade, luce, servizi
essenziali. Talvolta non sono state
neppure pagate le rate di mutuo, e le
banche ovviamente hanno attivato le
procedure contro le cooperative. Tutto
ciò ha provocato situazioni di estrema
preoccupazione». Una situazione che,
vista così, non sembrerebbe chiamare in
causa il Comune. Sembrerebbe apparire
chiaramente che se le cooperative
avevano assunto in proprio l'incombenza
di realizzare strade e impianti di
illuminazione e poi non lo hanno fatto,
la responsabilità non può che essere la
loro. «È vero, ma questo solo
inizialmente - ha spiegato Giuseppe
Meletti -. Il fatto è che a garanzia
degli impegni a realizzare in proprio le
opere necessarie, le cooperative avevano
presentato una fideiussione. Una volta
resasi conto di quanto accadeva
l'amministrazione comunale avrebbe
dovuto presentare all'incasso la
fidejussione sostituendosi alle
cooperative nella realizzazione dei
lavori. Questo non è stato fatto. Ed è
quindi colpa esclusiva
dell'amministrazione se un numero
consistente di famiglie vive in
situazioni di disagio. "Carbonia 2" è
uno degli esempi, ma il discorso è
identico in una parte dell'area 167 di
via Santa Caterina, è identica a
Cortoghiana, è identica a Bacu Abis».
Da qui la decisione di intervenire. In
tutte le zone delle città dove esistono
problemi i consiglieri di minoranza
incontreranno la gente, approfondiranno
la conoscenza dei problemi, suggeriranno
soluzioni e, soprattutto, garantiranno
l'intervento per costringere il Comune
ad intervenire. g.f.n.
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sabato 5
ottobre 2002
La
rivoluzione dei trasporti
Un terminal unico per treni,
pullman delle Fms e traghetti

CARBONIA. Un unico terminal per ferrovie
dello stato e e pullman delle Fms.
Biglietto unico per i traghetti, i
percorsi su strada e quelli in ferrovia.
È l'idea sulla quale sta lavorando il
Comune, che sta predisponendo i progetti
per partecipare al bando per i
finanziamenti del Piano operativo
regionale dell'Asse 6, quelli per le
reti e nodi di servizio. Una idea
destinata con tutta probabilità a
cambiare le abitudini degli abitanti di
Carbonia e del territorio e a
rivoluzionare il sistema dei trasporti.
La novità più interessante, sulla quale
il sindaco Tore Cherchi ha già attivato
un dialogo con l'Ente ferrovie dello
Stato è quello legato all'avvicinamento
della stazione ferroviaria al centro
urbano. L'ipotesi è quella della
realizzazione di una bretella di circa
un chilometro che dalla attuale stazione
ferroviaria, che mantererebbe la sua
funzione, arriverebbe fino alla via
Roma, a ridosso dell'area commerciale
cittadina. Questo renderebbe appetibile
il treno, che non è oggi visto con
entusiasmo dai viaggiatori a causa della
lontananza della stazione dal centro
città. Ma allo stesso tempo ci si
ritrova oggi a programmare la permanenza
in città dei pullman delle Fms. Il
rifacimento della piazza Roma sarà
accompagnato necessariamente dalla
scomparsa del capolinea, che dovrà
essere ricollocato altrove. Da qui
l'idea di accorpare in una unica
struttura stazione ferroviaria e
stazione automobilistica, con la
creazione di un vero e proprio terminal
dotato di tutti i servizi, con fast
food, bar, servizi igienici, sale
d'aspetto per i viaggiatori, che alla
vicinanza della struttura dal centro
vedrebbero unita la interessante novità
di non dover sostare, per le attese, al
sole o sotto la pioggia, come avviene
invece ora.
«L'ipotesi assume ovviamente contorni
più complessi - ha spiegato l'assessore
alla programmazione Antonello Dessì -.
Il risultato finale che speriamo di
raggiungere è complessivamente il
miglioramento dei collegamenti tra il
territorio che fa capo alla città e le
altre aree regionali. Del progetto
potrebbero far parte anche le società di
traghetti che collegano con Carloforte e
gli altri enti che effettuano i
collegamenti automobilistici nell'area
di Cagliari. Con un biglietto unico ci
si potrà spostare per mare, per ferrovia
e su strada e ad ogni viaggio si sarà
certi che all'arrivo saranno presenti
coincidenze per ulteriori spostamenti. È
un progetto ambizioso che dovrebbe
consentire un rilancio del trasporto
pubblico e, soprattutto, mettere a
disposizione degli abitanti del
territorio servizi pubblici di trasporto
ottimali per organizzazione e comodità».
Il progetto comunque non guarda solo al
trasporto passeggeri. L'idea finale,
vista la vicinanza con il piazzale merci
della stazione ferroviaria cittadina, è
quella di mettere le basi per la
creazione di un polo intermodale di
trasporti, capace di favorire anche un
decollo dell'economia sulcitana. g.f.n.
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venerdì 4
ottobre 2002
Le
lamentele di chi frequenta il servizio
del Sirai
Il nuovo centro per il diabete?
Bello ma non si sa come arrivare

CARBONIA. I nuovi locali? Belli,
confortevoli, finalmente adeguati, dopo
anni di disagi nell'ormai ex centro per
il servizio di diabetologia. Un
trasferimento opportuno, insomma,
necessario, quello effettuato nei giorni
scorsi all'ospedale Sirai.
Ma non tutto va per il verso giusto:
qualche lamentela arriva infatti da chi,
arrivato alla soglia della vecchia
struttura, non sapeva in quale direzione
andare per trovare quelli nuovi. Così si
è dovuto aggirare nel labirinto del
presidio ospedaliero. Ecco come bisogna
fare e quale strada bisogna seguire: per
raggiungere il nuovo centro per
l'assistenza e la cura dei diabetici del
Sulcis, posto alle spalle dell'edificio
che ospita la pediatria e il laboratorio
analisi, i pazienti non devono
oltrepassare l'ingresso principale (la
porta carraia con la sbarra) del Sirai
ma percorrere la strada sulla sinistra
dell'accesso, per raggiungere i
parcheggi e l'ingresso della nuova ala
del nosocomio, inaugurata nel maggio
scorso, che adesso ospita, tra l'altro,
anche il nuovo centro trasfusionale.
«Sarebbe bastato qualche cartello
all'ingresso e lungo le principali vie
d'accesso - protestano gli utenti - per
consentirci di raggiungere il nuovo
centro senza tanti giri inutili e troppe
perdite di tempo».
Ma il problema dei cartelli, al Sirai,
riguarda l'intera struttura, che in
questi anni ha subito parecchie
modifiche, alcune delle quali anche
piuttosto radiali, dal punto di vista
logistico della localizzazione dei
reparti e dei servizi. Nell'atrio manca
qualsiasi indicazione, né è mai stata
allestita una reception degna di tal
nome, che consenta a pazienti e
visitatori di districarsi fra scalinate,
ascensori e sotterranei.
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venerdì 4
ottobre 2002
Studenti
pendolari? No, prigionieri degli autobus
Il corteo di protesta contro gli orari
delle lezioni
«Molti di noi rientrano a casa quando
ormai è buio»
CARBONIA. Dopo il caro-mensa, gli orari
scolastici: si agita, il mondo della
scuola, sovrapponendo questioni
nazionali a disagi nostrani.
Ieri è toccato agli studenti delle medie
superiori, in particolare a quelli degli
istituti tecnici. Vessati, a loro dire,
dall'orario di lezione che, in alcuni
casi, costringono i pendolari a rivedere
le mura di casa alle 16.30 del
pomeriggio.
I giovani hanno inscenato un corteo
partito da piazza Repubblica e giunto in
piazza Roma dopo aver percorso via
Gramsci.
Sul banco degli accusati i presidi, che
si dall'inizio dell'anno scolastico
hanno ripristinato le ore di sessanta
minuti pieni, cancellare l'orario
ridotto e riportare l'orario di uscita
alle 14.30.
La questione ovviamente è
legata ai problemi del trasporto
pubblico del Sulcis Iglesiente, gestito
interamente dalle Ferrovie meridionali
sarde: «Siamo tra i principali
finanziatori delle Fms - sostenevano
ieri gli studenti - ma non veniamo
trattati con il dovuto rispetto».
Guai a dire ai ragazzi: ma non è che
fate tanto baccano perché volete solo
"evadere" dalle aule prima del tempo?
Reazione immediata: «Tornare a casa alle
16.30, come capita ad alcuni di noi
significa, se vogliamo restare ai doveri
dello studente, non poter studiare ed
essere comunque penalizzati rispetto a
chi abita a Carbonia».
Per tutto il resto, hobby svaghi, non
c'è più tempo, a meno che non lo si
sottragga a quello da dedicare ai libri
e, francamente, chiedere tanto ad un
ragazzo di sedici anni o giù di lì,
sembrerebbe un po' troppo. «Negli anni
passati - hanno spiegato i promotori
della manifestazione - uscivamo da
scuola alle 13.40, ma dalla metà dello
scorso anno scolastico siamo stati
obbligati ad adeguarci agli orari delle
Ferrovie meridionali sarde, che
mettevano a disposizione i pullman dalle
14. Quest'anno, "grazie"
all'interessamento di alcuni presidi,
sono stati modificati ancora gli orari
delle corriere: dalle 14 alle 14.30.
Secondo una circolare ministeriale, gli
istituti tecnici sono obbligati a fare
36 ore settimanali da sessanta minuti,
con la possibilità di ridurre l'orario
in caso di problemi. In passato le Fms
si sono sempre rifiutate di mettere a
disposizione i mezzi per le 14.30, da
cui la decisione di ridurre l'orario".
Com' è evidente, un groviglio di
esigenze che confliggono tra di esse
anche se, a soffermarsi un attimo sulla
vicenda, non sembrerebbe davvero
impossibile mettere d'accordo tutti: i
presidi, che vorrebbero una scuola
rispettosa dell'orologio, con ore non
più in formato ridotto; gli studenti
pendolari, che vorrebbero vivere una
vita normale, meno condizionata da
inefficienze e insufficienze; le
Ferrovie meridionali sarde, che devono
armonizzare gli orari dei pullman,
seguendo le esigenze di tutti gli
utenti, anche se gli studenti non hanno
tutti i torti quando affermano di essere
tra le categorie più numerose ad
utilizzare i mezzi pubblici e
rivendicano soprattutto un "trattamento"
più adeguato. Giovanni Di Pasquale
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giovedì 3
ottobre 2002
Un cuore
verde in centro
Piazza Rinascita trasformata in
giardino?
URBANISTICA L'assessore: apriamo il
dibattito

CARBONIA. Vialetti in ciottolato sotto
gli alberi, panchine, ruscelli che
sbucano qua e là tra il verde, arbusti e
fiori. Il tutto in pieno centro. Non c'è
ancora niente di tutto questo, ma
potrebbe essere proprio così la piazza
Rinascita di domani. Ignazio Cuccu,
assessore all'Urbanistica, lancia l'idea
quasi con noncuranza. A metà strada tra
provocazione e speranza di aprire un
dibattito aperto a tutti per trovare la
soluzione migliore e più gradita per la
sistemazione, di cui ormai si inizia a
discutere e a preparare ipotesi
progettuali, dell'ampia area di piazza
Rinascita, quella, per intendersi,
prospiciente il mercato e al centro
della quale si trova il monumento ai
caduti. «In questo momento siamo in fase
di studio del problema - ha commentato
Cuccu. L'idea è quella di creare un
sistema collegato delle tre piazze del
centro cittadino. E il primo dato
oggettivo è che mentre la piazza Roma e
la piazza Matteotti sono legate
indissolubilmente alla tipologia
originaria della città, e di questo
occorre quindi tenere conto nella
progettazione, la piazza Rinascita
rappresenta un caso a sé. È rimasta fino
alla fine degli anni Sessanta allo stato
di spazio sterrato e abbandonato. Non
può essere quindi considerata in alcun
modo uno spazio nel quale mantenere o
recuperare la identità originaria e una
qualsiasi memoria storica. Ogni ipotesi
può essere quindi possibile. Possiamo
muoverci per la realizzazione di una
piazza di tipo tradizionale, con ampi
spazi aperti, o possiamo optare per
soluzioni diverse. Creare una
piazza-giardino, ad esempio, e un'oasi
ambientale nel cuore della città. È una
idea, a fianco di altre idee e soluzioni
possibili, tutte da valutare anche con
un dibattito aperto a tutti. È anche
questa una maniera possibile per i
cittadini di collaborare alla creazione
della città che vorrebbero». Dibattito
aperto, dunque. Certo è che l'idea pare
accattivante. Anche perché la piazza e
il suo impianto complessivo non
avrebbero bisogno di tempi lunghi per
diventare spazio di incontro. Alberi,
arbusti e fiori sarebbero collocati già
adulti, come si sta facendo d'altronde
in tutti gli spazi della città dove è
iniziato, e sta per riprendere, il
progetto città verde, con migliaia di
alberi piantati lungo le vie e nelle
piazze, e non ci sarebbe bisogno di
attendere qualche decennio per vedere il
risultato. In pratica, l'intera area che
va dal mercato fino all'edificio delle
poste acquisterebbe una fisionomia tutta
particolare. E sarebbe una maniera nuova
di utilizzare gli ampi spazi che la
città può vantare e che, in mancanza di
idee alternative, diventano sempre mari
di cemento. g.f.n.
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mercoledì
2 ottobre 2002
Inaugurata la struttura ospedaliera
Diabetologia al Sirai,
il servizio trasferito
nei nuovi locali
CARBONIA. È stato trasferito nei giorni
scorsi nei nuovi locali il servizio di
diabetologia dell'ospedale Sirai: la
nuova struttura è situata negli spazi
inaugurati qualche mese fa, che
costruiscono una nuova ala del
nosocomio, cui si accede dall'ingresso
posto alle spalle del corpo centrale.
«L'edificio - sostiene una nota dell'Asl
n.7 - rappresenta un notevole
miglioramento nella qualità del servizio
offerto quotidianamente ai pazienti che
si rivolgono al servizio. Dall'ampia
sala d'aspetto agli ambienti dedicati ai
controlli e alle terapie, il centro di
diabetologia offre il comfort di cui gli
utenti hanno necessità, in
considerazione della cronicità della
patologia da cui sono affetti, che
prevede controlli periodici e una
permanenza non breve nelle strutture
sanitarie».
Sono circa 6.400 i diabetici censiti dal
servizio, la maggior parte dei quali
osserva costantemente l'iter dei
controlli cui i diabetici devono
sottoporsi per sottrarsi alle
conseguenze più perniciose.
Il servizio, inoltre, è impegnato a
seguire numerosi utenti nel territorio
distrettuale, che evitano agli stessi,
soprattutto ai più anziani e disagiati,
gli spostamenti in un'area in cui il
trasporto pubblico soffre ancora di
carenze non trascurabili.
Il servizio di diabetologia osserva i
seguenti orari: dal lunedì al venerdì,
dalle ore 8 alle 14. Il numero
telefonico dell'accettazione è
07816683340.
Nella stessa nuova ala dell'ospedale
Sirai ha trovato posto il centro
trasfusionale, in locali più ampi di
quanto non fossero i precedenti, situati
al piano terra della parte del presidio
che ospita la pediatria.
Spazi angusti, che più volte hanno
suscitato le proteste dei donatori di
sangue, così come quelli destinati fino
a pochi giorni fa all'assistenza dei
diabetici, francamente non idonei
all'alto numero dei pazienti assistiti,
i quali più volte hanno manifestato il
proprio disappunto per la localizzazione
del servizio ad essi destinato.
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mercoledì
2 ottobre 2002
«Il
depuratore? Un'opera inutile»
Giacomo Guadagnini: «L'impianto di San
Giovanni
così com'è non potrà fornire acqua per
usi irrigui»

CARBONIA. Il depuratore di San Giovanni
Suergiu? Un'opera inutile nel breve
periodo. Se non ci saranno nuovi
interventi e finanziamenti immediati,
nel 2004, quando sarà ultimato,
risulterà inutilizzabile. Senza un
ulteriore potenziamento degli impianti,
per i quali è necessaria una spesa di
circa 7 miliardi di vecchie lire, i
reflui trattati non potranno essere
utilizzati per usi irrigui perché non a
norma di legge e si perderanno ancora i
5 milioni di metri cui d'acqua all'anno
che l'impianto potrà fornire.
A lanciare l'allarme è Giacomo
Guadagnini, assessore ai lavori
pubblici.
«Cinque milioni di metri cubi d'acqua
rappresentano il 25 per cento
dell'intero fabbisogno occorrente
all'agricoltura del territorio. E appare
grave, in questa situazione di emergenza
continua, non solo che non sia stata
tenuta in considerazione questo problema
sin dall'inizio, ma anche che i lavori
siano stati programmati con tempi
all'insegna della più stretta normalità
e non, invece, per una effettuazione in
condizioni di urgenza, con la
lavorazione per turni come ad esempio si
sta facendo per la condotta che da
Iglesias porterà l'acqua a Cagliari».
Ma Guadagnini allarga lo sguardo anche
alla situazione complessiva, con
particolare riguardo a quella della
città. «Finora l'unico intervento è
stato quello del collegamento dei due
pozzi di Serra Lurdagu e di Sa perda
bianca alla rete idrica - ha spiegato -.
Non si parla invece del collegamento
della sorgente di Caput acquas,
nonostante il progetto, esecutivo, sia
pronto da tempo e fossero stati assunti
impegni per la sua realizzazione in
tempi brevi. I cinquanta litri al
secondo che sono disponibili
eliminerebbero dalla città lo stato di
emergenza perenne e sarebbero risolti
tutti i problemi. Invece, sulle opere
per l'emergenza idrica si stanno
utilizzando due pesi e due misure. E
complessivamente, nonostante la gran
mole di euro a disposizione, la spesa e
la realizzazione delle opere stanno
andando a rilento. Gli esperti
ipotizzano per il prossimo anno una
annata siccitosa peggiore di quella
attuale. E allora occorre creare le
condizioni perché non si ripetano gli
stessi disagi». g.f.n.
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mercoledì
2 ottobre 2002
Studenti in piazza contro i nuovi orari
CARBONIA. Studenti pendolari che tornano
a casa alle 16.30, dopo un'ora di
viaggio, senza avere tempo per studiare:
una situazione divenuta ormai
intollerabile, che ha portato gli
interessati a proclamare per domani un
giorno di protesta contro i nuovi orari
scolastici che obbligano gli studenti
degli istituti tecnici all'uscita alle
14.30.
«Negli anni passati - spiegano i
promotori della manifestazione, che
prevede un corteo da piazza Repubblica a
piazza Roma, a partire dalle ore 9.30 -
uscivamo da scuola alle ore 13.40, ma
dalla metà dello scorso anno scolastico
siamo stati obbligati ad adeguarci agli
orari delle Ferrovie meridionali sarde,
che mettevano a disposizione i pullman
dalle 14.
Quest'anno, "grazie" all'interessamento
di alcuni presidi, sono stati modificati
ulteriormente gli orari delle corriere:
dalle 14 alle 14.30.
Secondo una circolare ministeriale, gli
istituti tecnici sono obbligati a fare
36 ore settimanali da 60 minuti, con la
possibilità di ridurre l'orario in caso
di problemi.
In passato le Ferrovie meridionali sarde
si sono sempre rifiutate di mettere a
disposizione i mezzi per le 14.30, da
cui la decisione di ridurre l'orario».
g.d.p.
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martedì 1
ottobre 2002
Mense,
una difficile mediazione
Quest'anno le tariffe contestate non
verranno ridotte:
l'annuncio nell'incontro tra assessore e
genitori
CARBONIA. Se una riduzione ci sarà,
probabilmente non potrà riguardare
l'anno in corso. Le tariffe della mensa
scolastica, contestate dai genitori e da
quasi tutta l'opposizione in consiglio
comunale, che le considerano troppo
esose, sembra, insomma, che resteranno
invariate per il 2002-2003: è quanto è
emerso, in sostanza, dall'incontro fra
l'assessore comunale al Bilancio,
Antonello Dessì e una delegazione di
genitori, svoltosi ieri mattina in
municipio.
Un incontro, cui ha partecipato anche
l'Adiconsum: «Una riunione
interlocutoria - così la definisce
Giancarlo Cancedda, responsabile locale
dell'associazione dei consumatori - da
cui è emerso, comunque, che non ci sono
gli spazi per operare una modifica
nell'anno scolastico appena iniziato».
Dessì ha spiegato ai genitori che
l'entità delle tariffe non di competenza
della giunta, ma deve passare attraverso
un voto del consiglio: quelle attuali,
infatti, sono state stabilite
dall'esecutivo e approvate nella seduta
dell'assemblea municipale del 3 dicembre
2001, senza neppure un voto contrario,
sebbene al voto non abbiano partecipato
sette consiglieri, di cui cinque di
minoranza, e quattro rappresentanti
dell'opposizione si siano astenuti. Dopo
circa un anno, preso atto degli aumenti,
che non riguardano però tutti gli
utenti, è scoppiata la protesta,
sfociata in forti discussioni e
contestazioni, come si è visto nella
riunione della scorsa settimana, fra gli
assessori Dessì ed Efisio Piras
(Pubblica istruzione) e un folto gruppo
di genitori degli alunni del tempo
pieno, che hanno minacciato di portare
la protesta fino al punto di far
disertare la mensa ai propri figli.
Secondo l'assessore al Bilancio, per
altro, una modifica in tempi ristretti
sarebbe impossibile anche tecnicamente:
non ha escluso invece che per l'anno
prossimo si possa intervenire sui
livelli di reddito, su cui si basa la
scala tariffaria, come ha proposto anche
l'Adiconsum.
«L'importante - ha detto Cancedda - è
che resti invariato il principio che
fonda l'entità delle tariffe sul
reddito, che è garanzia di equità. La
proposta di alcuni genitori, che
propendono per un ritorno alla tariffa
unica, è inaccettabile: noi abbiamo
chiesto all'amministrazione comunale di
valutare non solo il reddito, ma anche
altri indici delle condizioni di vita
del nucleo familiare». Giovanni Di
Pasquale
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martedì 1
ottobre 2002
Piano
comunale per il centro storico
Piazza Matteotti
e piazza Roma,
spazi da ricostruire
g.f.n.
CARBONIA. Ultimata la
progettazione, e ormai avviata verso la
fase dell'appalto la realizzazione della
piazza Marmilla, dell'arena del cinema
centrale e della piazza Roma, sono
iniziate le operazioni per ridisegnare e
sistemare le altre due piazze del centro
cittadino, la piazza Matteotti e la
piazza Rinascita, che con gli spazi
della piazza Roma dovranno costituire,
alla fine, un disegno unitario.
A collaborare con l'Ufficio tecnico
comunale sarà ancora il dipartimento di
architettura della facoltà di ingegneria
dell'Università di Cagliari, che sta
curando l'intero pacchetto di
progettazioni legate alla città di
fondazione, la cui tipologia e le cui
caratteristiche vengono, ovunque sia
possibile, riportate in auge per
consentire un recupero della memoria
storica.
I tre spazi cittadini, tutti centrali e
collegati tra loro da brevi tratti di
strada dovrebbero costituire, nelle
intenzioni, una sorta di salotto
cittadino. Le pavimentazioni saranno
costituite da materiali nobili, sarà
impiantato un nuovo verde e saranno
adottati tutti gli accorgimenti che
consentano ai privati di collaborare per
la definizione della nuove piazze e per
creare attorno a queste uno scenario
gradevole. Un limite, ad esempio, sembra
dato dalle operazioni di completamento
degli edifici attorno al mercato, per la
gran parte ancora fermi al piano terra,
e senza possibilità di sopraelevazione
per la mancanza indici di fabbricabilità
disponibili.
«Attueremo tutte le opzioni possibili
per favorire la creazione di spazi che
diventino in qualche modo biglietti da
visita della città - ha commentato
l'assessore all'urbanistica Ignazio
Cuccu -: Assieme alla piazza Roma, che
potrebbe essere ultimata entro la
prossima estate, la piazza Matteotti e
la piazza Rinascita, con gli spazi
adiacenti, costituiranno un complesso
unico che caratterizzerà il centro
città. Esistono ampie opportunità di
scelta. Non possiamo dimenticare che si
tratta di spazi rimasti incompiuti al
momento della nascita della città. La
piazza Rinascita è stata arredata, con
il monumento, alla fine degli anni
cinquanta e lo stesso palazzo Inps, che
fa angolo conla via Granisci, è databile
alla stessa epoca». |
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